Terrorismo: allarme anarco-insurrezionalisti e ripresa del fenomeno Br

 

anarchici

Allarme degli 007 anche sul fronte interno. Nel nostro Paese, si lgge nella Relazione 2015, “permane elevata la minaccia di matrice anarco-insurrezionalista, laddove gli obiettivi privilegiati di iniziative di carattere violento rimangono legati al comparto della repressione e ai settori militare, tecnologico e delle nocività”.

Secondo gli 007, “con o senza rivendicazioni” potranno registrarsi “nuove sortite contro obiettivi in vario modo associabili alle campagne, anche di respiro internazionale, proprie dell’area libertaria, specialmente in tema di lotta alla repressione e alle diverse forme di dominio, incluso quello tecnologico“. “In prima fila nel novero dei possibili bersagli” dei settori “più determinati dell’anarchia insurrezionale” rimangono “i poteri economico-finanziari, i media di regime e le strutture/figure rappresentative di Stati stranieri e di istituzioni transnazionali, senza poter escludere il Vaticano e la Chiesa, anche in considerazione della vetrina rappresentata dal Giubileo straordinario”.

Soros, Occupy Wall Street e altre meraviglie http://www.effedieffe.com

POSSIBILI RISCHI RIPRESA FENOMENO BR

BRIGATE ROSSEscritta_inneggiante_br

“Sul versante degli ambienti di matrice brigatista continuano ad essere presenti – sebbene in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo - potenziali rischi di una ripresa del fenomeno eversivo, legati ad alcuni aspetti non del tutto ricostruiti dalle indagini sull’ultima stagione terroristica“.

E’ quanto sostiene la Relazione 2015 al Parlamento delle politiche per la sicurezza, che segnala come “i circuiti di ispirazione marxista-leninista rivoluzionaria, per quanto ridotti, hanno mantenuto l’impegno, specie attraverso alcune iniziative editoriali, a preservare e tramandare la memoria delle organizzazioni combattenti degli anni ’70-’80, con l’evidente intento di divulgare, soprattutto presso le nuove generazioni, un’esperienza ritenuta esemplare per i suoi contenuti politici dichiaratamente volti al radicale sovvertimento del sistema costituito. Tale attività propagandistica è pertanto funzionale al proselitismo e alla formazione di nuove leve, nonchè a progetti, per ora velleitari, di ricostruzione e unificazione delle forze rivoluzionarie residue“.

Secondo la nostra intelligence, inoltre, “ha continuato a cogliersi una certa influenza del cosiddetto ‘carcerariò che, sebbene non generalizzata come negli scorsi decenni, ma ormai limitata all’iniziativa di un ristretto nucleo di detenuti politici storici, ha tentato di indirizzare sul piano ideologico l’impegno delle formazioni attive fuori dal carcere. In proposito, l’attenzione dei militanti è stata orientata sia verso il tradizionale mondo del lavoro (senza che tuttavia siano stati conseguiti risultati di rilievo in merito al tentativo di inserimento strumen¬tale nelle vertenze in atto), sia verso le manifestazioni più significative della protesta sociale, con l’obiettivo di conferire loro una prospettiva politica che le porti a superare la dimensione meramente rivendicativa; inoltre, gli eventi internazionali e il fenomeno migratorio hanno sollecitato un rinnovato interesse per il complesso scenario estero, cui si è tentato di fornire una lettura di classe e antimperialista”. AGI

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