Gli Usa hanno spedito 5mila tonnellate di munizioni in Germania. La UE approva

 

Sono stati necessari 415 containers per portare il carico. Sbarcato a Bremnhaven, è stato trasportato ai depositi militari che gli americani hanno a Miesau, a circa 15 km a ovest di Kaiserslautern.

E’ la più grossa fornitura di munizioni da sempre, per quel che se ne sa: di solito simili trasporti non vengono reclamizzati. Stavolta invece è stato il sito della Us Army, Stars and Stripes, a pubblicare foto dei containers mentre vengono scaricati, e  le didascalie che spiegano che è quel che serve “a rafforzare le missioni nel continente” di fronte alle “nuove sfide”: I nostri alleati sanno fino a che punto gli Stati Uniti continuano a stare al loro fianco.

Il 20 gennaio la CNN ha dato notizia del fatto che i Marines hanno accumulato materiale militare pesante, specie cari armati, artiglieria, apparati logistici, all’interno d caverne della Norvegia che risalgono alla guerra fredda. . Ed ha intervistato un colonnello William Bentley che ha spiegato: questo immagazzinamento di armi avviene nelle   vicinanze della frontiera russa, per “accelerare la risposta in caso di crisi”.  Parte di questo materiale saà tirato fuori in occasione della esercitazione NATO “Cold Response” (risposta fredda) che prevede lo spiegamento in Norvegia di 6500 veicoli militari, ufficialmente per osservare il comportamento di uomini e mezzi in climi di freddo estremo. Una parte delle 5 mila tonnellate di munizioni immagazzinate in Germnia, invce, sarà utilizzata in Polonia nelll’annunciata esercitazione denominata Anaconda, che impiegherà 25 mila soldati di 24 paesi.

Stoltenberg-NatoIl 2 febbraio il segretario della NATO, lo svedese Jens Stoltenberg, ha dichiarato la sua approvazione alla decisione del Pentagono di quadruplicare armi, truppe e finanziamento (da 785 milioni a 3,4 miliardi dal 2017) in Europa. Annunciate dal capo del Pentagono Ashton Carter con queste parole: “Noi rafforziamo la nostra postura in Europa per sostenere i nostri alleati della NATO di fronte all’aggressione della Russia”.

Gli Stati Uniti, come ha ricordato Ron Paul, hanno all’estero 900 basi, la Russia 10.

Guy-Verhostadt2“L’Europa rimetta Putin al suo posto!”, ha scritto su Les Echos Guy Verhofstadt,   ex premier belga, oggi al parlamento europeo come presidente della ALDE (Alleanza Liberali e Democratici d’Europa). Un proclama che bisogna leggere, perché non ci si crede.

Ha accusato Putin di “esacerbare scientemente le crisi che l’Europa attraversa”. Tutte quante le crisi: il caos regionale nato dalla guerra in Siria, l’afflusso senza precedenti di rifugiati, la crisi finanziaria, e perfino il rischio di Brexit; “Putin non cessa di instillare l’ostruzionismo nella politica europea, sostenendo i partiti populisti ed euroscettici, attizzando il conflitto in Medio Oriente con l’intervento militare in Siria, ciò che aggrava la crisi dei rifugiati”.

“La Russia finanzia i partiti politici d’estrema destra” la cui crescita “impedisce all’Europa di elaborare una risposta collettiva alla crisi dei rifugiati”. Se persino la democratica Svezia “ha preso la decisione di chiudere le frontiere”, è “in reazione ai sondaggi favorevoli all’estrema destra”.

Sulla Siria, “Putin continua a sabotare gli sforzi della comunità internazionale   che mira a negoziare una soluzione politica al conflitto siriano …Non cessa di bombardare le forze di opposizione moderate”

“La UE deve prepararsi ad imporre sanzioni più dure alla Russia”, perché cessi “i suoi bombardamenti alla cieca sui civili. Se la Russia manca a questo obbligo le sanzioni dovranno essere scatenate”.

“E’ necessario che la UE operi a fianco della Turchia” per stabilire “zone di rifugio alla frontiera turco-siriana”.

Praticamente tutti i   vicoli ciechi in cui l’Europa degli oligarchi e dei tecnocrati s’è ficcata,   per Guy, sono colpa di Putin.

http://www.liveleak.com/view?i=43e_1448057481

Tutto diventa più chiaro quando si legga una delle ultime frasi del belga: Georges Soros ha ragione di affermare che la minaccia più grave a lungo termine per la stabilità della UE non è altro che la Russia. E’ tempo che l’Europa faccia uso della sua potenza economica per rimettere Putin al suo posto”.

http://www.lesechos.fr/leurope-remette-poutine-a-sa-place-1202297.php#

Attenzione, perché quando un personaggio influente dell’oligarchia burocratica  ha la spudoratezza di proclamare menzogne che sono il contrario plateale della verità conosciuta, non è – o non solo – una manifestazione della sragione. E’ più grave: si cera un casus belli. L’oligarchia sente che la costruzione europea sta crollando, che i paesi chiudono i confini agli immigrati sospendendo Schengen, che l’euro è in pericolo,che si sta sviluppando una qualche reazione, un risveglio popolare di fronte alla UE divenuta prigione dei popoli, e devono trovare un colpevole esterno del loro fallimento epocale, della loro incapacità di governar i fenomeni che essa stessa ha innescato.  E’ in questione l’avvenire stesso delle oligarchie, e questo ovviamente le getta nel panico e nella rabbia: “Rimettere Putin al suo posto!”. La certezza di avere dalla propria l’armamento americano, la forza della superpotenza, è la loro garanzia. .

Il fatto che si debba a Putin e Lavrov il cessate-il-fuoco in Siria, primo passo per un negoziato a cui il presidente russo ha in qualche modo costretto Obama e Kerry, deve essere negato diametralmente: no. Putin è un ostacolo al negoziato. Anche perché, mentre Assad ha accettato la tregua, i ribelli “moderati” l’hanno rifiutata. Bisogna negarlo. Così Kerry, dopo aver accettato la proposta russa, è saltato fuori con un “Piano B”, la spartizione della Siria, per garantire un territorio all’ISIS e ad Al Nusra, e la zona-santuario in Siria a Erdogan.

Senza vergogna, dunque, si cambiano le carte in tavola. Ovviamente anche il nostro (loro) ministro Gentiloni è della partita. Nel rispondere a una interrogazione parlamentare qualche giorno fa, ha detto: il “contributo”italiano alla guerra siriana sta nel “lavorare per l’uscita di scena di Assad”. E’ esattamente la posizione dell’Arabia Saudita. Della Ue. Della NATO. Il negoziato? Ce ne infischiamo, lo scopo è sempre quello. Quello per cui è stata iniziata la guerra in Siria, armando e pagando orde di jihadisti: destituire Assad. Ed è colpa di Putin , se non ci si riesce.

di Maurizio Blondet

 



   

 

 

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