Unioni Civili: L’Italia va a putt….ne senza l’obbligo di fedeltà

 

gay05

Bene. La trombamicizia è stata istituita e Verdini è al governo. Scherzi a parte (…), al Senato, tra intrighi e schifezze degne del regno di Rodrigo Borgia, arriva la fiducia sul maxiemendamento al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Non manca che la Camera. Ora che abbiamo la patente del progresso, siamo molto più fichi, maturi e ricchi d’amore – come dice il gaudente Renzi -, potremmo tornare a pensare all’Italia, tutta? Ora che l’arma di distrazione di massa va per dissolversi, a seguito di un mare di vergognosa indecenza, dai piagnistei della Cirinnà agli orrendi salti della quaglia di Alfano e tutti gli amici di Verdini al Nazareno, dove se magna bene e se spesso meno. Verdini, poi. Il voto dei suoi – Ala – è stato decisivo per il passaggio. L’affare è concluso: il più fedele degli infedeli che è contro l’obbligo di fedeltà è entrato in maggioranza; lo stesso individuo – mi esprimerei così solo per te figure: Alfano, Razzi ed, appunto, lui – di cui Renzi disse, “Garantisco però a Verdini che, qualsiasi cosa intenda, lui non è il mio tipo”. L’immonda operazione, come disperata parentesi di una politica nazionale arrivata alla fine, è andata in porto.

Ma in tutta questa giostra rinascimentale, è tempo di tirare le somme. Due persone dello stesso sesso si uniscono, un Dio neanche lontanamente contemplato, la fedeltà coniugale non esiste (figurarsi, volevano anche permettere l’adozione…), intanto il dindarolo dei voti si riempie, le aziende fuggono, la produzione stagna, il degrado, in lungo e in largo, aumenta, le statue si coprono, il Ministro e vice Ministro dell’Interno sono indagati e per i ventotto/trentenni prendere un mutuo, fare un figlioletto è quasi un sogno; i ladri entrano in casa e, fintanto che non lo fanno a mano armata escono di galera dopo due giorni – e se li becchi, gira che ti rigira, fai la fine di Ermes Mattielli – le tasse aumentano, i droni partono, il nemico ascolta, le partite iva s’impiccano, io sarò banale ma tutto lo stivale è ammantato da tanto ammmore arcobaleno.

Ora sì, adesso siamo un Paese civile e moderno, libero. Eh sì…
Chiudiamo degnamente il sacro pippone: se questo è diventato l’Occidente plasmato dal genio, dall’anima e dal sangue dei padri, mi auguro che tramonti presto.

Che Spengler abbia ragione.

Chissà che ne pensa l’Accademia della Crusca della parola “trombamicizia”

dal blog di Emanuele Ricucci – - il Giornale



   

 

 

2 Commenti per “Unioni Civili: L’Italia va a putt….ne senza l’obbligo di fedeltà”

  1. Semplicemente nauseato, la farsa politica messa in campo dalla Cirinna’, altre due braccia rubate all’agricoltura, con la benedizione di “fonzarelli” emana un puzzo nauseante e ha dato il la a uno spettacolo ripugnante.
    Fonzarelli, il “rottamatore” dell’Italia, Alfano e Verdini, i traditori, con il loro triangolo “amoroso”, per il potere, i loro tradimenti, verso gli italiani, e la loro nullita’ morale, verso gli ideali, sono lo specchio sputato della miseria etica dei nostri “politicanti”.
    Che Dio ci aiuti.

  2. Stasera su radio capital ( radio da sempre allineata con la lobbyLGBT) si sprecavano le idiozie.
    Intervistavano una avvocatessa che assiste le coppie gay,la quale diceva che quello che sostengono la famiglia naturale sono “fissati sul sesso”. Avrei voluto risponderle che ad essere fissta col sesso è in primis madre natura. La quale vieta categoricamente che i figli possano nascere da persone dello stesso sesso. Cari amici gay, prendetevela con padreterno e non con i “cattolici integralisti”.

Commenti chiusi

Se segui ImolaOggi.it
ti chiediamo di fare una donazione.

Grazie al tuo contributo, ci aiuterai
a mantenere la nostra indipendenza
e un sito privo di pubblicità.
Fai una donazione!


Donazione con PostePay
5333 1710 1181 9972
codice fiscale MNCRND56A30F717K

IBAN: IT78H0760105138288212688215

oppure fai una donazione con PayPal

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2016 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -