Omicidio Rosboch, amanti diabolici e un piano spietato

 

Un omicidio ‘diabolico’, orchestrato da due amanti per cercare di cancellare nel modo peggiore una truffa finita con una denuncia. Questo è stato il 13 gennaio l’omicidio di Gloria Rosboch a Castellamonte, in provincia di Torino, strangolata con un laccetto dentro l’auto di un uomo che in paese tutti chiamavano ‘pejulin’, e che per amore si è trasformato in un glaciale sicario.

Roberto-Obert-Gabriele-Defilippi

Al centro di tutta questa trama complessa, la figura sfuggente di Gabriele De Filippi, affascinante 22enne che nella sua ragnatela ha prima attirato Rosboch estorcendole con l’inganno 187mila euro, poi Roberto Obert e la madre, con cui prima avrebbe condiviso i soldi, e poi per oltre un mese l’omertà sull’omicidio. Ancora ieri, mentre gli uomini dell’Arma lo conducevano in procura a Ivrea, si diceva sicuro di uscire in poche ore con fare strafottente. Poi il mondo gli è crollato addosso, non appena ha visto che era stato arrestato anche Obert, fino ad allora mai sfiorato dalle cronache giornalistiche né da pettegolezzi. De Filippi però non ha confessato nemmeno a quel punto, e pur ammettendo di aver partecipato all’omicidio, ha accusato il complice fino al termine dell’interrogatorio, finito alle 5. Stessa cosa ha fatto Obert. I due si accusano a vicenda.

Gloria-RosbochL’autopsia conclusa sul corpo della donna non può rilevare chi materialmente strinse il laccio che soffocò la donna, solo un confronto tra i due potrà chiarire la dinamica esatta, ma uno di loro ha ucciso la maestra di Castellamonte. Da un lato quindi c’è De Filippi, che il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha definito “una personalità molto forte, in grado di convincere le persone a fare ciò che desiderava. Un personaggio complesso”.

Dall’altro Obert, omosessuale dichiarato con uno storico fidanzato, con una vita fatta di lavori in giro per l’Italia, tifoso del Torino che andò allo stadio tre giorni dopo il delitto, che una volta catturato ha solo detto “mi sono tolto un peso”, ma capace di organizzare fin nei minimi dettagli l’omicidio con il nuovo amante. Personalità contrapposte, ma simili. “Sono rimasto molto colpito dalla mancanza di coinvolgimento da parte di entrambi, nel racconto dell’omicidio viene spiegato come qualcosa di inevitabile, come a dire ‘è successo, andiamo avanti’”, ha raccontato Ferrando.

Sullo sfondo resta Caterina Abbattista, la madre di De Filippi, che ha accompagnato il figlio all’appuntamento con Obert prima del delitto, ed è anche andata a riprenderlo dopo l’omicidio. Con lui aveva poi condiviso i frutti della truffa alla Rosboch, comprandosi due auto in poche settimane, stessa cosa che farà prima di Natale anche Obert. E proprio i filmati che immortalano la Mini Cooper arancione fiammante di Obert a pochi metri da casa Rosboch, hanno consentito agli inquirenti di mettere insieme “pezzo dopo pezzo” la dinamica del delitto consumato con fredda determinazione in un luogo isolato ed in pochi minuti. La professoressa non avrebbe nemmeno potuto opporre resistenza, tradita un’ultima fatale volta dall’ennesima trasformazione di De Filippi. (La Presse)



   

 

 

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