Giulio Regeni scriveva per il Manifesto sotto pseudonimo

 

REGENI_giulioGiulio, il dottorando alla Cambridge University con una laurea conseguita ad Oxford, aveva una forte passione per il Medio Oriente.

Tale da portarlo a scrivere la sua tesi al Cairo ma anche, attraverso il quotidiano Il Manifesto con il quale collaborava, a raccontare il mondo del lavoro e dei sindacati egiziani. Giulio insieme ad un altro ragazzo aveva iniziato a collaborare con il Manifesto diversi mesi fa e firmava – confermano dalla redazione all’Huffpost – con uno pseudonimo. Una scelta dettata “da motivi di incolumità e sicurezza, probabilmente anche per proteggere le sue fonti”. Con la redazione si erano sentiti tramite mail pochi giorni prima di quel maledetto 25 gennaio in cui è sparito.

Aveva inviato un articolo sui sindacati che, per questioni di spazio, non era ancora stato pubblicato (il Manifesto probabilmente lo farà domani).

Sempre dalla redazione del giornale confermano che Giulio si trovava al Cairo esclusivamente per la sua tesi ed aveva iniziato a collaborare spinto dalla sua passione per i temi del lavoro e dei diritti.  IL GIORNALE



   

 

 

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