I “water multiculturali” per i ‘profughi’ che non sanno usare i bagni

 

Non tutti i servizi igienici sono uguali. E non tutti, evidentemente, sanno usare i nostri classici water. Il flusso incontrollato di profughi, infatti, ha sollevato problemi non solo a livello di cibarie e di rapporti degli stranieri con le nostre donne. Ma anche al gabinetto sono sorte non poche difficoltà.

Quando sono stati costruiti i centri di accoglienza per rifugiati in Germania, infatti, i tedeschi si sono subito accorti che qualcosa non quadrava. I cosiddetti “rifugiati” non usavano quasi mai il bagno per fare i loro bisogni, ma tutte le altre parti della casa. Un disastro. Per questo in un primo momento, come scrive il Frankfurter Allgemeine, si è cercato di educare i migranti all’uso della toilette. Poi, visti gli scarsi risultati, si è rivolto lo sguardo altrove. Si è pensato quindi di cambiare i bagni dei centri di accoglienza, rendendoli il più simile possibile alle latrine usate solitamente dai profughi.

bagni-germania

Non solo. Gli immigrati, infatti, non sono abituati nemmeno ad usare la carta igienica. Di solito si lavano direttamente con l’acqua, usando la mano sinistra. Le “incomprensioni” sull’uso dei bagni hanno portato all’esasperazione i responsabili delle pulizie dei centri di accoglienza, che si sono rifiutati di pulire i servizi igienici se la situazione fosse andata avanti così. Gli immigrati, invece, hanno spesso preferito andare tra i cespugli a fare i loro bisogni.

Così è stato inventato il “water multiculturale”, utilizzabile dai rifugiati con maggiore facilità.  IL GIORNALE

Germania: i sedicenti profughi hanno appena pranzato…



   

 

 

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