JP Morgan e Goldman Sachs brindano alle nozze gay

 

Riproponiamo questo articolo del 2013, che non proviene da uno di quei siti che gli acefali chiamano “complottisti”, ma dal Corriere (delle banche).  E ribadiamo che gli stupidi definiscono “complottismo” la realtà che non riescono a vedere davanti ai loro occhi perché ottenebrati dall’ideologia (quasi sempre di sinistra)

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CORRIERE  – Anche le grandi banche americane entrano nel dibattito sui matrimoni gay. Nel giorno in cui la Corte Suprema ha definito incostituzionale il Defense of Marriage Act – che definisce matrimonio solo quello tra un uomo e una donna riconoscendo ai coniugi gay gli stessi benefici federali di cui hanno goduto solo mogli e mariti nel senso tradizionale del termine – il numero uno di Jp Morgan ha lodato la decisione odierna.

“E’ una cosa buona per la nostra societa’ e per i clienti ma soprattutto e’ la cosa giusta da fare”, ha dichiarato in una nota Jamie Dimon. “I diritti di tutte le persone sono importanti e devono essere protetti”, ha aggiunto. Goldam Sachs gli ha fatto eco: “L’uguaglianza nel matrimonio riduce gli oneri e le sfide a carico dei dipendenti e portera’ alla costituzione di attivita’ imprenditoriali di successo e a un’economia americana forte”.

Queste dichiarazioni sono in linea con quanto detto in precedenza da altre big del settore finanziario, secondo cui il divieto di nozze tra persone dello stesso sesso rende piu’ difficile l’assunzione di personale qualificato. Anche Apple ha commentato la decisione storica della Corte Suprema: il produttore dell’iPhone “sostiene fortemente l’uguaglianza dei matrimoni. E’ una questione di diritti civili”.

A circa un’ora dalla fine della seduta a Wall Street, Apple cede l’1,7%, Jp Morgan sale dell’1,27% e Goldman Sachs scivola dello 0,59%.

A24-Spa 26-06-13 21:00:18 (0595) 5

 



   

 

 

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