Cagliari: immigrati messi a dormire nei corridoi degli uffici di Polizia

Roma, 31 gennaio 2016

Al Signor Capo della Polizia
Direttore Generale della P.S.
Prefetto Alessandro Pansa
E, per conoscenza

Ministero Dell’interno
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Segreteria del Dipartimento
Ufficio per le Relazioni Sindacali
00184 Roma

OGGETTO: Cagliari – Immigrati messi a dormire nei corridoi degli uffici di Polizia. Se i Rappresentanti delle Istituzioni non sono in grado nemmeno di capire il problema, cambino mestiere e risparmiamo i loro stipendi. L’indecenza dello scaricabarile sui poliziotti ha stabilito il nuovo record mondiale di menefreghismo assoluto.

Preg.mo Signor Capo della Polizia,

A Cagliari venti stranieri in attesa di espulsione, molti dei quali in precarie condizioni di salute, sono stati messi a dormire nei corridoi della Caserma Carlo Alberto, luogo dove sono presenti la mensa di servizio, il bar ed il punto di ristoro ubicato al piano terra della struttura.

migranti-caserma-cagliari

Le Segreterie Provinciali cagliaritane di Coisp, Sap, Silp, Ugl e Uil, hanno denunciato l’accaduto scrivendo al Questore di Cagliari (Responsabile della struttura), al Prefetto di Cagliari (Responsabile delle decisioni), al Presidente della Regione Sardegna (Responsabile del territorio e dell’assenza di soluzioni programmatiche sull’immigrazione) al Sindaco di Cagliari (Responsabile della città).

Dinanzi a tutti questi Responsabili, i quali, se avessero un briciolo di senso delle Istituzioni o coscienza dovrebbero dimettersi in blocco, i fatti certi sono due:
1. Nessuno pagherà per aver omesso di evitare che si scendesse a questo livello di barbarie.
2. Qualche altro “illuminato” menefreghista in Italia, non tarderà ad ispirarsi alle nefande gesta, scaricando gli immigrati nelle case dei poliziotti.

Quanto accaduto a Cagliari non è un semplice episodio, non è frutto di una “distrazione istituzionale”.
Di certo non è risolvibile con una letterina di compiacimento dettata dal “tanto è andato tutto bene”.
La nostra rabbia nello constatare che, proprio a Cagliari, un “like” su Facebook basti a rimuovere un Dirigente di Polizia nel giro di 12 ore, ma ammassare disperati nei corridoio della nostra Caserma Carlo Alberto, casa nostra, non ha provocato alcuna reazione, non fa che aumentare la consapevolezza di essere i soli a rivestire il nostro ruolo con dignità, di essere sottopagati per quanto facciamo, di essere tutti destinati a diventare vittime dell’inerzia tipica dell’arroganza del potere.

Sarebbe bastato che in quel gruppo di stranieri in attesa di espulsione si fosse accesa la scintilla della ribellione per garantire a tutti i poliziotti presenti (tranne ovviamente Questore e Prefetto) una immediata vicinanza disciplinare del Dipartimento che Lei rappresenta.

Ci smentisca, nei fatti, se ne ha voglia o ne è capace.

Cacci questi IRresponsabili. Perché se dall’inizio dell’anno abbiamo raggiunto quasi la metà del numero di sbarcati sulle coste della Sardegna di tutto il 2015, i problemi, con le annesse potenziali tragedie, sono dietro l’angolo e questi “rappresentanti istituzionali” hanno dimostrato di non saperle gestire.

Noi saremo a Cagliari a dimostrare, nei fatti, solidarietà e vicinanza ai poliziotti cagliaritani.

Si faccia vedere anche Lei.

Cordiali saluti

Il Segretario Generale del Coisp
Franco Maccari

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COMUNICATO STAMPA COISP

Immigrazione, clandestini in attesa di espulsione “alloggiati” in Caserma, il Coisp: “In Sardegna l’ultimo scempio. La verità è che del benessere di alcune regioni e dei colleghi non frega nulla a chi governa!”

“Non c’era bisogno dell’ultimo scempio avvenuto in Sardegna per capire una volta per tutte che di certe regioni, di certi italiani, e soprattutto dei Poliziotti non frega veramente nulla a chi governa questo Paese, male e senza alcun serio impegno se non per se stesso. Ma quanto accaduto nella Caserma Carlo Alberto è vergognoso, e non può trovare alcuna giustificazione. Non si parli di situazione emergenziale. Questa emergenza va avanti da troppo tempo per scoprire ora la sua esistenza. La verità è che certe situazioni non vengono affrontate adeguatamente perché tanto non gravano sulla spalle di chi siede su certe comode poltrone a Roma o in altri luoghi, ma solo sulle spalle di quei cretini in divisa (ed ovviamente anche su chi risiede in determinate zone d’Italia) che non possono tirarsi indietro davanti a nulla, non possono far altro se non tentare disperatamente di fronteggiare ogni circostanza, senza mezzi, senza uomini, senza alcuna progettualità, senza alcuna organizzazione, senza alcun sostegno, senza alcuna garanzia neppure per il loro diritto alla salute. Non si può più andare avanti così, siamo estremamente vicini ad un punto di rottura oltre il quale non si potrà più tornare indietro”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la clamorosa vicenda avvenuta a Cagliari, dove 20 clandestini in attesa di espulsione, che non potevano essere ospitati e controllati all’interno dell’hotel 4 Mori che non garantiva adeguati standard di sicurezza per gli Operatori di Polizia, sono rimasti a “bivaccare” nei corridoi della caserma “Carlo Alberto” di viale Buoncammino, dove sono presenti la mensa di servizio, il bar ed il punto di ristoro ubicato al piano terra della struttura.

Una cosa che ha scatenato la reazione dei Sindacati di Polizia che hanno scritto al Prefetto, al Presidente della Regione ed al Sindaco, denunciando fra l’altro che: “I controlli sanitari, effettuati in una stanza dell’hotel non hanno potuto escludere patologie anche gravi riscontrabili solo con controlli approfonditi che, come sempre, non sono avvenuti”.

“L’esasperazione dei colleghi impegnati in queste zone ‘incandescenti’ ha raggiunto il livello di guardia – ammonisce Maccari – e nulla potrà evitare eclatanti azioni di protesta se le cose continueranno così, nell’abbandono più assoluto, fra le mille ciance di politici parolai ed inconcludenti, incompetenti e menefreghisti. Qui è della vita della gente che si sta parlando, della vita dei Poliziotti che servono lo Stato rischiando vita e salute, della vita dei cittadini intrappolati in situazioni insopportabilmente sacrificate, e non ultimo delle sorti di persone che arrivano a frotte senza controlli, senza regole, senza alcuna seria progettualità circa la gestione della situazione”.



   

 

 

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