Bologna: Richieste di asilo politico ‘ingolfano’ i tribunali, la Procura vuole vederci chiaro

 

espulsioneChe i tempi di attesa per l’ottenimento della protezione internazionale, ovvero del riconoscimento dello status di rifugiato, siano ‘biblici’ è ormai storia nota: si calcola che le risposte, accolte o rigettate, arrivino in circa 12 mesi.

Più volte i richiedenti asilo hanno manifestato anche sotto la Prefettura di Bologna per chiedere tempi più brevi e rientrare nel Sistema di protezione – SPRAR, ma recentemente si assiste a un altro fenomeno.

Dai dati dell’ufficio immigrazione della Polizia di Bologna emerge un aumento esponenziale delle richieste di asilo politico, presentate per la stragrande maggioranza da migranti provenienti dal Marocco, sulla base del Decreto Legislativo n. 142 del 18 agosto 2015 (Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonché della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale).

La Procura di Bologna ha quindi aperto un fascicolo per monitorare e comprendere al meglio la situazione: “E’ un fenomeno con il quale ci stiano confrontando” ha detto ai cronisti il Procuratore aggiunto Valter Giovannini che sta esaminando le segnalazioni della Questura e che affronta una questione davvero delicata.

In pratica, a fare richiesta di asilo politico, non sono solo persone appena arrivate sul territorio nazionale, ma anche chi vi risiede a vario titolo da tempo, in tal modo viene concesso un permesso di soggiorno semestrale che ne impedisce l’espulsione anche se hanno commesso reati sul territorio italiano.

Non contenendo alcuna specifica o limitazione, a fronte di una richiesta di protezione internazionale, il Decreto prevede l’apertura del procedimento che impiegherà mesi per essere valutato e, nell’attesa, il permesso di soggiorno non può che essere prolungato. Non sono rari i casi in cui immigrati espulsi e accompagnati in aeroporto abbiamo fatto richiesta di asilo sulla scaletta dell’aereo che li avrebbe dovuti riportare nel loro paese, così le forze dell’ordine che li scortavano hanno dovuto fare marcia indietro.

TRIBUNALI E COMMISSIONI INGOLFATE. La Commissione provinciale, che fa capo alle Prefetture, solitamente respinge le richieste presentate per motivi economici, ovvero di immigrati che richiedono lo status a causa della mancanza di lavoro e della possibilità di avere un reddito, ma in questo caso è previsto anche un ricorso presso il Tribunale, mentre l’audizione per il riconoscimento dell’asilo da parte della Commissione dovrebbe essere svolta entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e la decisione dovrebbe essere presa nei successivi tre giorni, come indicato da SPRAR. Da qui i tempi lunghi e il costo per la collettività.

Sul territorio bolognese il flusso migratorio è considerato modesto e l’Emilia-Romagna accoglie il 6% degli immigrati, come Puglia e Toscana (al primo posto c’è la Sicilia, seguono Lombardia, Lazio, Campania, Piemonte e Veneto, ultima la Calabria – dati settembre 2015), ma il Tribunale e la Commissione bolognesi sono talmente “affogati”, da ritardare anche i veri ed effettivi casi di chi nei loro paesi non può o non vuole tornare per il timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le opinioni politiche.

bolognatoday.it



   

 

 

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