Svezia: stretta sui “profughi” dopo l’omicidio di una assistente sociale

Stoccolma promette un giro di vite dopo l’omicidio della giovanissima assistente sociale, Alexandra Mezher,  accoltellata da un “profugo” minorenne.

 

La vittima aveva ventidue anni, l’assassino solo quindici. La polizia svedese ha reso pubblico un documento in cui si chiede al governo più mezzi e soprattutto più agenti, oltre 4000 per far fronte alle nuove sfide che il massiccio arrivo di migranti ha provocato.

Svezia: orrore al centro di accoglienza, profugo minorenne uccide la responsabile

Le aggressioni contro i lavoratori dei centri profughi sono più che raddoppiate e la sitazione si è fatta insostenbile. Dice il premier svedese Stefan Lofven: “Questa donna era un’impiegata modello e lavorava in un settore importante, ma quando andate al lavoro non dovreste temere per la vostra vita. Una persona è morta e adesso dobbiamo pensare ai suoi familiari, amici, parenti e colleghi di lavoro. È una tragedia”.

È lo specchio di una situazione assai difficile per il paese. Lo scorso anno in Svezia sono state presentate 163mila richieste di asilo, il doppio dell’anno precedente. Circa 35. 400 riguardano minori non accompagnati.  EURONEWS


 


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