“Lei risulta deceduta”, l’Inps toglie la pensione di 465 euro a una 68enne viva

 

anzianaUn camoroso errore dell’Inps ha danneggiato una donna di Grosseto. La donna, una 66enne, preoccupata perché non le era ancora arrivata la pensione, come tutti i mesi, è andata a chiedere informazioni allo sportello Inps della sua città.

A quel punto ha fatto l’amara scoperta: le hanno detto che, in pratica, risultava deceduta. E proprio per questo motivo non aveva più diritto alla pensione. Ovviamente era solo un errore.

La storia, come ha scritto il Tirreno, questo clamoroso errore ha coinvolto una donna che percepisce una pensione di 465,09 euro al mese per inabilità al lavoro che a lei. Una somma modesta ma che a lei, malata da tempo e senza altre fonti di reddito – a parte la pensione, ancora più piccola, del marito – rappresenta l’unico sostentamento.

Per rispondere alle rimostranze della donna il personale dell’ufficio dell’Inps le ha comunicato che risultava deceduta e quindi la sua pensione era stata sospesa. La famiglia della signora si è rivolta a un avvocato, che come prima mossa ha inviato una richiesta all’Inps, segnalando che la sua assistita “stava subendo gravissimi danni patrimoniali e non, che incidono anche sul suo diritto alla salute”, chiedendo che la pensione le venisse ripristinata nel giro di pochi giorni.

L’Inps ha riconosciuto che c’è stato un errore ma avrebbe spiegato che non è possibile ripristinare una pensione “eliminata” e per “crearne” una nuova occorre più tempo.

Il legale della donna ha presentato un ricorso d’urgenza al giudice del lavoro, con la richiesta, oltre che della pensione, degli interessi e dei danni subiti dalla sua cliente. Secondo quanto scrive il quotidiano la pensione, ricalcolata, potrebbe però essere erogata già il 1° febbraio.



   

 

 

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