Pm antimafia contro don Ciotti: “Libera usa cooperative non sempre affidabili”. E’ bufera

 

“Se un’associazione, come Libera, diventa troppo grande, se acquisisce interessi che sono anche di natura economica, e il denaro spesso contribuisce a inquinare l’iniziale intento positivo, ci si possono inserire persone senza scrupoli che approfittando del suo nome per fare i propri interessi”.

ciotti

Carlo Tarallo per Dagospia

Parole e musica del Pm antimafia Catello Maresca, magistrato ultra-blindato, sostituto procuratore della Repubblica di Napoli che coordinò (tra l’altro) le indagini e la cattura di un superboss del clan dei Casalesi come Michele Zagaria. Parole destinate a scatenare un vero e proprio putiferio: nel mirino del pm finisce infatti “Libera”, l’associazione di Don Luigi Ciotti alla quale fanno capo circa 1.500 realtà attive in tutta Italia e che gestisce (tra l’altro) immobili confiscati alle mafie.

Maresca, in una intervista concessa a “Panorama” che sarà in edicola domani, attacca: “Libera gestisce i beni attraverso cooperative non sempre affidabili. Io ritengo che questa antimafia sia incompatibile con lo spirito dell’antimafia iniziale”. E poi, all’Ansa, aggiunge: “Libera è stata ed è un’importante associazione antimafia, ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nella lotta alle mafie, affiancandosi alle istituzioni dello Stato, ha contribuito a creare la consapevolezza e la convinzione che si potevano sconfiggere”.

Però, secondo il pm, “bisogna constatare che, purtroppo, con il tempo, a questo spirito iniziale esclusivamente volontaristico si sia affiancata un’altra componente, che potremmo definire pseudo imprenditoriale. Questo ha comportato, in alcune zone del Paese, come la Sicilia, che persone lontane dai valori iniziali, abbiamo potuto approfittare della fama di Libera per cercare di curare i loro interessi. Questo ha fatto sì che si snaturasse, in certi luoghi, il reale valore dell’intervento di Libera per fare posto a soggetti non sempre affidabili. Questa pseudo antimafia è incompatibile con lo spirito iniziale”.

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Maresca, che vive a Portici, in provincia di Napoli, è un pm anticamorra da trincea. I Casalesi più volte gli hanno indirizzato minacce di morte: Giuseppe Setola, ‘o Cecato, il killer più spietato dei Casalesi, mentre si trovava nell’aula-bunker di Santa Maria Capua Vetere gli urlò:“Teniamo tutti famiglia: dottore Maresca, voi dovete lasciare stare la famiglia mia!”.

La reazione di Don Ciotti è durissima: “Noi questo signore lo denunciamo domani mattina, abbiamo deciso di farlo. Uno tace una volta, due volte, tre volte, ma poi si pensa che siamo nel torto. Quando viene distrutta la dignità di migliaia di giovani è dovere ripristinare verità e chiarezza. Oggi è in atto una semplificazione per demolire il percorso di Libera con la menzogna.

Ci possono essere degli errori – aggiunge – si può criticare, ma non può essere calpestata la verità. Libera gode di buona salute, il movimento giovanile chiede, partecipa, c’è un fermento impressionante di ragazzi che cercano punti di riferimento veri e credibili. Io rappresento un noi non un io”.

E non manca l’indignata reazione della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi: “Le affermazioni del pm Maresca sono offensive ed era giusto far replicare don Luigi Ciotti. Sono affermazioni che non mi sento minimamente di condividere, accuse assolutamente gratuite e infondate”.



   

 

 

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