Reagire per scrivere la parola BASTA nel libro della nostra storia!

immigrati

di Ernesto Micetich

In questo deprimente martirologio degli italiani nel quale ormai si é trasformato il quotidiano fluire delle notizie di questi ultimi anni devastati dalle locuste allogene che indegnamente calpestano il suolo della nostra Patria se ne trova una (Messaggero 7 gennaio 2013) che seppur estremamente orrenda intorpidisce mollemente in un sonnacchioso angoletto riposto di questa nostra labile memoria collettiva narcotizzata dallo “spettacolume” rasserenante di regime e stordita da una profluvie interminabile di episodi riguardanti le delittuose atrocitá perpetrate dal sudiciume barbarico. Desidero peró riesumarla e proporla alla vostra attenzione perché nel cruento strazio di questa sventurata italiana, vittima sacrificale ancora inulta offerta al demonio immigrazionista da un governo putrido di scellerata turpitudine, si puó preconizzare quello che sará il nostro destino di popolo italiano se non riusciremo a comprendere, prima che sia troppo tardi, che il patto sociale con questo immondo Stato criminale non ha piú valore e che solo una catartica rivoluzione potrá salvarci dalle sue degenerate grinfie genocide!

Un antefatto significativo precede l’orrida storia! Il 14 dicembre del 2012, una georgiana depressa si era lanciata nel fiume Bisenzio in un tentativo di suicidio vanificato peró dall’intervento dei carabinieri che riuscirono a salvarle la vita, proprio come i “nostri” prodi della marina che solcano il Mediterraneo per raccattare tutta la parassitaria “profugaglia” africana e rovinare l’Italia.

cleofe-nizziEd ecco che nemmeno un mese dopo sbocció il frutto marcio di quel bel gesto, irrompendo con belluina efferatezza nella delicata vita di una nostra anziana compatriota che alla veneranda etá di 90 anni non ebbe il diritto di spegnersi forse in un giorno ancora molto lontano e serenamente, magari pensando dolcemente ai suoi cari giá dissolti nel mistero della tomba per dissipare lo sgomento della fine incipiente nella pia illusione di averli lí accanto a lei per riceverla con amorosa premura e probabilmente affidando la salvezza dell’anima al Signore perché…”Cleofe Nizzi è stata uccisa con una coltellata alla gola, inferta con un coltello da cucina“. Grazie quindi ai babbei umanitari i suoi ultimi momenti di vita non furono immersi nella serafica attesa del taglio estremo della Parca ma stravolti da un’ultima e vana scarica di adrenalina con la quale il suo corpo inerme affrontó il terrore di una lotta impari contro una nemica spietata che purtroppo era stata salvata dal morire affogata.

Quanta angoscia é infatti raccontata nel commovente dettaglio di quelle sue misere braccia alle quali non fu concesso nell’attesa di quell’ultimo istante di rimanere stancamente adagiate tra le lenzuola o posate timidamente in un gesto pio di fervida preghiera ma obbligate a muoversi per cercare inutilmente di proteggere disperatamente quelle povere membra consunte dall’edace corsa del tempo e vulnerate spietatamente dalla bestialitá di quell’immigrata alla quale era stata affidata la cura della sua sacra vecchiezza con un’insana fiducia che la condannó a morire nel sanguinoso dolore della sua gola tagliataL’anziana aveva anche segni sulle braccia, come se avesse tentato di difendersi dall’aggressione“.

E le analogie con il futuro da incubo che questi ignobili politici stanno preparando per noi sono evidenti perché Cleofe Nizzi privata in quel modo selvaggio delle sue spoglie mortali deve continuare a vivere nella nostra anima collettiva come adamantina raffigurazione di questo moribondo popolo italiano che sprofonda con funesto fatalismo in un’imbelle senescenza angariata dalla baldanzosa arroganza della piú giovane popolazione immigrata… e spronarci a reagire per scrivere la parola BASTA nel libro della nostra storia!

Pertanto buonisti umanitari della malora! Nel nome della martire Cleofe Nizzi e di tutti quegli italiani che per colpa vostra sono stati gettati nell’atro sonno del sepolcro dal barbarume al quale avete aperto le porte della nostra Italia, io vi maledico e vi auguro una fine peggiore della loro! E voi che ancora sentite nel cuore la possanza sublime dell’amor patriottico smettetela di considerarvi cittadini di una simile mostruositá statale che ci sta condannando all’estinzione!

La nostra dignitá di italiani, il supremo valore della nostra stirpe, le sofferenze e le glorie vissute e sopportate nei millenni dai nostri Padri, ci impongono di aspirare ad essere qualcosa di piú che una tremebonda massa di pensionati morti di fame e costretti a vivere in un lercio letamaio di stranieri. Pertanto Italiani, poiché dobbiamo affrancarci da questo immondo bubbone di malvagia tirannia nemica mortale della Patria e del nostro sangue italico, faccio appello al vostro valore e vi esorto nuovamente a sentire nel tempio del cuore uno sdegnoso e furente anelito di…

RIVOLUZIONE PATRIOTTICA! VIVA L’ITALIA! Ernesto Micetich



   

 

 

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