Islamici sfilano nelle piazze d’Italia “Allahu Akbar”

Vessilli verdi e urla inneggianti ad Allah. I musulmani sfilano in alcune piazze d’Italia.

Lo hanno fatto a Brescia, dove almeno 1.500 musulmani, la maggior parte pachistani, hanno sfilato in città per la festa che commemora la nascita del profeta Maometto, che quest’anno è coincisa con il Natale cristiano come non accadeva da 457 anni.

“Una coincidenza benedetta”, hanno detto i manifestanti che hanno esposto numerosi messaggi pacifisti e preso le distanze da “chi strumentalizza la religione islamica per uccidere e seminare terrore”.

Il 27 dicembre scorso invece una folla di musulmani è scesa in strada per inneggiare ad Allah con tanto di vessilli verdi. Tutto questo mentre, come segnala Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord, “nel mese di dicembre in Lombardia, in quasi ogni provincia, si sono verificati gravi atti di vandalismo contro i presepi esposti nelle nostre piazze: l’ultimo episodio due giorni fa, a Seveso, in Brianza, dove è stato danneggiato il Gesù bambino esposto in piazza cardinal Confalonieri. Poche sere prima un simile episodio era accaduto nella vicina Barlassina. Si tratta di gesti gravi, non di semplici bravate, perché distruggere un presepe significa oltraggiare e offendere la nostra storia, la nostra tradizione e la nostra identità cristiana. Se fatti del genere avvenissero nei tanti Paesi islamici dove si applica la sharia per i responsabili ci sarebbe il taglio della mano o forse persino la lapidazione. Per tutti questi casi auspico che i vandali, se identificati da testimoni e grazie a telecamere, ricevano adeguate sanzioni dalle autorità preposte e vengano costretti a ripagare i danni provocati alle loro comunità.

E mi auguro, inoltre, che non si ripetano fatti come quello accaduto il 27 dicembre a Cesano Maderno, sempre in Brianza, dove la comunità islamica locale, protetta, tutelata e sempre difesa dalla locale giunta di centrosinistra, è scesa in piazza per una processione che pareva più che altro una manifestazione di protesta come quelle che siamo abituati a vedere a Gaza: vessilli verdi e urla ‘Allah akbar’ della piccola folla presente. Sarebbe questo il loro modello di integrazione? Inneggiare ad Allah nelle nostre piazze proprio nei giorni di Natale? Svegliamoci, prima che sia davvero troppo tardi…”.

il Giornale

 



   

 

 

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