DURA MINGA. DURA NO…

DURA MINGA DURA NO.

Le balle del matteopoldo e la sua cavalcata vincente appoggiata da Confindustria & Co. si sono impuntati davanti all’ostacolo chiamato “realtà dei fatti”. Già, come già segnalato, l’Ineletto infatti si era decisamente seccato dello stagnare di quella crescita economica che lui aveva celebrato per tutto l’inizio del 2015 e che invece, come prevedibile (le balle non portano mai risultati) nella seconda metà dell’anno non aveva dato i numeri sperati ma, soprattutto, “sparati”.
Poi al ducetto è arrivata tra capo e collo la legnata della messa in liquidazione delle quattro banchette e di conseguenza le implicazioni di babboboschi. Il “dernier” del Consiglio pensava fosse una stupidaggine che lui, lo statist-economist-arrivist-imbonitordigonzi senza titoli avrebbe fatto passare comeun salvataggio dei depositi dei correntisti e dei posti di lavoro.

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Però, “eccheccazzo” (deve aver pensato il matteopoldo), quando lo scoglio rappresentato dal suicidio di un pensionato che aveva sottoscritto obbligazioni di Banca Etruria, dichiarate senza valore con la risoluzione della vecchia banca, gli apre una bella falla sulla chiglia della sua Costa Concordia governativa.

Come diceva un detto: chi è causa del suo mal pianga se stesso, e infatti l’Ineletto si trova immediatamente faccia a faccia con le conseguenze delle sue stesse improvvide decisioni.
Ovviamente non è previsto che il signor “Gira la ruota!” sbagli, per cui l’Inetto se la prende con l’Unione europea (ma di quanto avesse scritto quest’ultima abbiamo già parlato) poi, vista la malaparata, cerca di rimediare alle perdite dei risparmiatori con il tentativo maldestro di un sistema di risarcimenti per chi fosse stato truffato che però non coinvolgesse i suoi amici, da cui l‘incarico al fido Roberto Rossi e poi la gestione degli arbitrati a Cantone.

Non pago,colui che fu causa di tanto danno, sua sponte, annuncia la creazione di una Commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce sulle vicende bancarie degli ultimi quindici anni, per indagare sui comportamenti della Vigilanza di Bankitalia, sulla sorveglianza di Consob, e sulle iniziative giudizarie in corso. Del resto la speranza è l’ultima a morire e l’Ineletto cerca chi potrebbe aver fatto peggio di lui (ovviamente “ravana” sempre tra “il peggio” e mai tra “il meglio” concetto che invece gli è completamente alieno).

Altrettanto ovviamente “esso” non riesce e non può spiegare il perché del decreto legge sulle banche, perché proprio lui e i suoi fidi incapaci hanno fatto casino tra due protocolli ovvero quello appunto previsto per i salvataggi delle banche e quello che dovrebbe tutelare i depositi fino a 100 mila euro. Queste due procedure sono legate a due Fondi completamente distinti: c’è infatti un Fondo per la garanzia dei depositi, a cui possono attingere in modo volontario il resto delle banche italiane per sostenere una consorella in difficoltà, sempre che Bankitalia e governo non abbiano fatto partire la risoluzione bancaria, ovvero quella che dispone di un Fondo di risoluzione attivabile su base obbligatoria dalle autorità pubbliche per creare una nuova banca, quando la vecchia non può essere più salvata utilizzando questo Fondo e gli eventuali asset ancora in bonis.
Il matteopoldo e i suoi geni hanno fatto però un bel po’ di casino tra i due Fondi e abbandonano la prospettiva di aiutare le vecchie banche per poi liquidarle dopo averle ripulite. Perché? Bé c’era di che arraffare a quel punto, sia comprando le nuove banche ripulite, sia acquistandone le passività ai prezzi ultra stracciati. Forse sarebbe filato tutto liscio se andava tutto bene, se quel cazzo di pensionato non si fosse suicidato e se, come prevedibile, l’ira dei risparmiatori truffati non fosse montata a dismisura (come dimostrano le cronache quotidiane)..

Da sottolineare come il commissariamento delle banche in questione da parte di sua Dannosità avrebbe infatti dovuto avvenire moooolto prima, tant’è vero che già da Maggio se ne discuteva con l’UE, ma il matteopoldo ha preferito tirare la corda fino a Novembre quando ha deciso di scioglierle con (ça va sans dire) l’approvazione del Tesoro, a dimostrazione che l’Ineletto sta sempre dalla parte del mercato e dei potenti e MAI da quella dei deboli, in questo caso dei risparmiatori tra l’altro garantiti “nientepopodimenoche” dalla stessa Costituzione che il “golpettaro” massacra quotidie.
Questa bega per il “cretinetti & Co.” viene fuori quando “esso” è in carica ormai da 2 anni (mas or meno), e non dall’altro ieri ed il lato tragicomico della faccenda è che, fino al decreto legge salvababboboschi, il “bomba” sembrava non aver nè visto, né capito, nè fatto nulla.
Infatti già nell’agosto del 2014, Banca Etruria aveva rinunciato all’utilizzo dei Monti bond che erano a suo dire troppo cari ma decideva di utilizzare le risorse già raccolte tra i correntisti, ovvero quelle derivate dalla vendita ai clienti di quella immondizia conosciuta col nome di obbligazioni subordinate

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A ‘sto punto l’”essere che non ha mai colpe e che si porta via il pallone se perde (come già dicemmo facesse da ragazzino, oltre a raccontar balle come del resto ancora oggi, secondo plurime testimonianze) comincia ad attaccare tutto e tutti. Ecco allora che il “dernier” sbraita clamorosamente la sua sfiducia Bankitalia e Consob (al cui vertice c’erano o no gli stessi che lui aveva fin’ora apprezzato nella mancanza di controlli per esempio sulle sue attività e quelle di Davide Serra a Londra) ma si tratta di fumo per i gonzi visto che se anche “purgasse” entrambe, le direttive europee rimarrebbero lì, e che, soprattutto, la realtà non la si cambia battendo i piedi e piangendo come un bambinetto.
Cosa fare allora per salvare la faccia (o il culo, ma in questo caso è “li stess”)?
Si devono trovare subito altri nemici possibilmente appartenenti agli altri governi precedenti a cui accollare l’imposizione UE delle direttive sul bail-in bancario.

Già che c’è il matteopoldo attacca anche la Commissione europea che a suo avviso lo starebbe penalizzando e la Germania a causa del suo rapporto preferenziale con l’Unione. Poi sempre per alzare polverone attorno alla questione banche butta nel calderone anche il deficit di bilancio, gli aiuti di Stato all’Ilva, le sanzioni a Mosca, il raddoppio del North Stream, la questione immigrati e least but not last gli interventi in Siria e Libia. Il M5S intanto comincia ad alitargli sul collo quindi l’Ineletto prova ad alzare il tiro e comincia a tuonare: “Chi ha sbagliato deve pagare!” (sic). Ovviamente non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello che il re delle cazzate sia lui stesso. Nella sua testa se il Premier è lui il Premier non sbaglia, per definizione e come si diceva nelle monarchie medievali “il Re non sbaglia mai” .
Nel frattempo però l’opinione pubblica (anche la più ottusa) comincia a virare, e il matteopoldo è obbligato a mettersi in gioco in prima persona su ogni questione, sostenendo sempre e comunque che non c’è più un ministro che sia responsabile della condotta del suo dicastero, qualunque sia…

Cosa succede però ora? Considerato che Confindustria in fondo non ha ricavato grandi vantaggi visto che il Job Act è servito a poco, preso atto che l’Alta Finanza non ha praticamente incassato alcun beneficio dalla riforma delle banche popolari, visto che la preoccupante accelerazione delle procedure fallimentari non ha creato, come speravano gli speculatori, un mercato dei crediti in sofferenza, che invece sono rimasti alle banche, e valutata infine la malagestione della vicenda di Banca Etruria il futuro del “dernier” mi pare sempre più incerto.

Nonostante tutto questo però il matteopoldo, tra un’inaugurazione e una promessa d’inaugurazione, continua sbraitare e ad agitarsi cercando di eliminare quanti più avversari, ma anche ex-amici o addirittura compagni di governicchio, che può (abitudine malata dei vigliacchi senza ritorno).
Del resto, se vuol salvare se stesso, da buon “capitano coraggioso” deve nascondersi dietro colpe attribuite ad altri che invece sono solo e criminalmente sue.

In conclusione una speranza oltre che una previsione in milanese visto che ormai questa è la città preferita dal coglioncello dopo Firenze

DURA MINGA DURA NO.

Stefano Davidson



   

 

 

1 Commento per “DURA MINGA. DURA NO…”

  1. Non volevo fare commenti, ma su questo che ha scritto il Signor Stefano Davidson e che ho letto con molta attenzione, come non essere completamente d’accordo con il Signor Davidson anzi aggiungerei che a parer mio lo ha trattato molto bene io ciò un rospo in corpo che vorrei espellere per tutti i danni che anno combinato in Italia tra lui e l’altro Incapace, anno distrutto l’Italia e gli Italiani, e aveva ragione il Presidente Mattarella che quando c’è una sola persona al comando c’è la Dittatura ed e quello che vorrebbero certe persone IxxxxxI, speriamo che il Presidente Mattarella prenda qualche decisione, altrimenti e la fine di questa Nazione, già sento i miei nonni che hanno combattuto la Guerra del 15/18 che si stanno rivoltando nelle casse e sotto terra x la fortuna di questi personaggi allo sbaraglio e che non possono uscire altrimenti ne vedremmo delle belle.

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