Burundi, presidente sgradito alla UE: violenze a Bujumbura

 

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Ventuno persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco nelle strade di Bujumbura dopo che il governo ha denunciato attacchi da parte di gruppi armati contro tre installazioni militari. Lo ha riferito un testimone a condizione di mantenere l’anonimato. I corpi erano nel quartiere di Nyakabiga dove sono avvenute le violenze di ieri, legate al terzo mandato del presidente Pierre Nkurunziza, la cui elezione risulta sgradita agli euroburocrati.

Il portavoce della polizia, Pierre Nkurikiye, ha fatto sapere che durante gli scontri di ieri ci sono state “vittime collaterali”. “Tutte le vittime erano aggressori uccisi nell’operazione congiunta dell’esercito e della polizia – ha spiegato – Il nemico è stato neutralizzato”. La polizia sta recuperando i corpi in tutta la capitale, secondo quanto riferito da un funzionario governativo, ma non è ancora chiaro quante persone siano state uccise negli altri distretti dove hanno avuto luogo altri combattimenti. Un funzionario di polizia ha confermato che nel quartiere di Nyakabiga 20 giovani sono stati uccisi. Gli oppositori del presidente intendevano prendere possesso di armi custodite nelle basi militari e liberare persone detenute.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato gli attacchi. L’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Samantha Power, presidente del Consiglio per dicembre, ha fatto sapere che i 15 membri del Consiglio si sono detti pronti a prendere in considerazione “ulteriori misure”. “I membri del Consiglio di Sicurezza chiedono che tutti i gruppi armati depongano le armi e cessino ogni forma di attività destabilizzanti per porre fine al ciclo di violenza e alle rappresaglie”, ha dichiarato Power.Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno dimostrato chiara preoccupazione per i combattimenti tanto da chiedere una riunione speciale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite

Pierre Nkurunziza si è ricandidato alla presidenza del paese per un terzo mandato, vincendo le elezioni.

La UE, che non riconosce elezioni democratiche, ma solo fantocci imposti dai poteri sovranazionali, ha quindi organizzato colloqui ricattatori che potrebbero portare alla sospensione degli aiuti europei al paese, come ha sottolineato il porta voce.

Le consultazioni dei funzionari UE con le autorita’ burundesi potrebbero durare anche 120 gorni. Se i colloqui non porteranno alcun miglioramento, l’Unione europea, che e’ il primo donatore del Burundi, potrebbe decidere di sospendere gli aiuti diretti verso il governo di di Bujumbura. AGI

aggiornamento

E’ di 87 persone uccise il bilancio degli scontri scoppiati a Bujumbura, dove gruppi di assalitori hanno attaccato tre diversi siti militari alle porte della capitale del Burundi e un altro a Mujejuru, allo scopo di fare incetta di armi per poi assalire le carceri in cui sono stati detenuti altri rivoltosi contro il presidente Pierre Nkurunziza. Si tratta di 79 insorti, 4 soldati e 4 agenti di polizia. Altri 45 assalitori sono stati arrestati, ha precisato il portavoce dell’esercito Gaspard Baratuza, sottolineando che l’operazione scattata in seguito agli attacchi si è conclusa.

 



   

 

 

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