Le ragioni della protesta di poliziotti e altri professionisti della sicurezza

Punto per punto le ragioni della protesta dei poliziotti italiani e degli altri professionisti della sicurezza

Polizia

È grave quello che sta succedendo sotto gli occhi di tutti. Il comparto sicurezza è stato umiliato nuovamente, a scapito delle professionalità dei poliziotti e della sicurezza dei cittadini. Consap, Coisp e Sap, insieme anche ai Forestali, ai Poliziotti penitenziari e Vigili del Fuoco del Conapo hanno protestato sotto Montecitorio il 15 ottobre e poi a Pontassieve dove vive il Premier, nell’estremo tentativo di smuovere le coscienze di chi gestisce le sorti nostre e di tutta l’Italia.
Due domande secche: 1) Perché abbiamo protestato; 2) perché ci sono, invece altri sindacati che non hanno protestato?
Abbiamo protestato perché:

1) Abbiamo i contratti bloccati da sei anni, durante i quali, abbiamo mediamente ha perso tra gli 8 e 9 mila euro.
2) Abbiamo avuto il blocco del tetto salariale, che è stato dichiarato illegittimo ma non retroattivamente. Anche in questo caso i soldi persi sono stati tanti.
3) Per il 2016 ci rinnoveranno un contratto che prevede un aumento medio di circa 10 euro mensili e ci sembra un affronto, dopo 6 anni di blocco.
4) Ci daranno un bonus di 80 euro che non è strutturale, cioè scomparirà all’improvviso, forse alla mezzanotte del 31 dicembre 2016 come Cenerentola, e non ci viene calcolato ai fini pensionistici
5) A fronte di questo bonus sono stati tolti 12 milioni di euro dal fondo straordinari della Polizia per il 2016: mediamente 130 euro in meno a poliziotto all’anno di straordinari
6) Hanno messo 50 milioni di euro per le nostre dotazioni: ma di questi 25 verranno usati per l’adeguamento della Forestale e 6 sono stati decurtati dal bilancio: al netto ne restano 19 milioni. Diviso per tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine fa 54 euro annue a testa: un paio di scarpe contro l’Isis!
7) Abbiamo poche auto che funzionano, giubbetti antiproiettili scaduti; commissariati che ci cadono addosso, manca la carta e la benzina; lavoriamo con la perenne idea, che è poi la realtà dei fatti, che non abbiamo il necessario per svolgere il nostro lavoro!
8) Siamo soggetti ad un regolamento di 35 anni fa, superato e non al passo con i tempi. Siamo soggetti a procedimenti disciplinari che sono assolutamente anacronistici e umilianti. Chiediamo un nuovo regolamento interno, al passo con i tempi, e con la nostra dignità!

Nonostante tutto qualcuno ha il coraggio di essere soddisfatto per questo miliardo investito nella sicurezza, di questa paghetta di 80 Euro. Ma come è possibile?!?!
In realtà solo per essere precisi si tratta di mezzo miliardo, dato che metà miliardo è andato alla difesa, cioè all’esercito. Ebbene queste sigle sindacali hanno preso le distanze dalle nostre manifestazioni. Hanno anche detto che si tratta di una protesta “irresponsabile, considerato il clima che il paese vive in vista del Giubileo e in pieno allarme terrorismo”. Ebbene è proprio questo che ci ha spinto a protestare: un clima difficile ed un allarme terrorismo che non siamo pronti ad affrontare per l’evidente inadeguatezza del nostro comparto. Ma il massimo del paradosso l’hanno raggiunto dicendoci che, siccome a Pontassieve abbiamo scelto di manifestare vicino ad una scuola siamo stati: “incuranti degli effetti destabilizzanti sul piano pedagogico e culturale che si producono sui giovani frequentatori”. E invece vi diciamo che il nostro è un buon esempio. Se stai male devi protestare e non mettere la testa sotto terra!
Dunque, date tali premesse, perché ci sono sindacati che non hanno protestato? Ecco, pur con tutta la nostra buona volontà, non riusciamo a capirlo.
C’è ancora qualcuno tra di voi che ha dei dubbi da che parte stare per fare battaglie sindacali per la difesa dei nostri diritti e dei nostri soldi?

Igor Gelarda
Dirigente Consap



   

 

 

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