La Nato sfida la Russia e invita il Montenegro nell’alleanza

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La Nato (calpestando tutti i patti di non espansione e sfidando la Russia, ndr) ha invitato il Montenegro ad aderire all’Alleanza. La decisione è stata formalizzata in apertura della seconda giornata della ministeriale esteri in corso a Bruxelles dal segretario generale Jens Stoltenberg. Dopo il negoziato di accesso e la successiva ratifica dei parlamenti dei 28 stati membri dell’Alleanza, il Montenegro diventerà così il 29 paese della Nato, nonostante la contrarietà più volte espressa da Mosca.

Dopo la Croazia e l’Albania, entrati nel 2009, il Montenegro sarà il terzo stato dei Balcani Occidentali ad aderire all’Alleanza Atlantica. Sui tempi del processo di adesione, il segretario generale ha indicato di attendersi che si possano concludere “all’inizio” del 2017, poi – ha detto – “ci sarà la procedura di ratificazione nei 28 parlamenti” che l’ultima volta ha “richiesto circa un anno”. Da subito, compreso il summit dei leader dell’Alleanza in programma l’ 8-9 luglio prossimo a Varsavia, il Montenegro però “potrà partecipare, senza diritto di voto” a tutti gli incontri istituzionali della Nato. (ANSAmed).

La Russia reagira’ all’invito della Nato al Montenegro a diventare membro dell’Alleanza atlantica: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. “La continua espansione della Nato verso est, di certo, non puo’ che portare ad azioni di risposta da parte russa” per motivi di sicurezza. ansa

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Demonizzazione della Russia – Dopo l’implosione dell’Unione Sovietica e il crollo del Patto di Varsavia, il Cremlino ha assistito ad una continua espansione della NATO verso Est. Dato che l’Alleanza Atlantica è un’alleanza militare è logico che i russi si siano convinti che la NATO considerasse la Russia come il nemico. Quando poi questa espansione ha mirato ad inglobare nella NATO anche Georgia, prima, ed Ucraina, in seguito, la reazione di Mosca è stata inevitabile. Addirittura in Ucraina l’Occidente ha sostenuto gli autori di un colpo di stato vendendolo in Occidente come una rivolta popolare e ha usato la crisi ucraina per cercare di provocare una crisi finanziaria in Russia nella speranza che Putin venisse rovesciato. Falliti questi tentativi si continua però nella demonizzazione della Russia. Il moltiplicarsi di queste operazioni propagandistiche è preoccupante: gli Stati Uniti stanno infatti creando ad arte un clima di guerra e l’Europa, che dovrebbe reagire, si accoda alle manovre americane. Qualcosa di molto simile sta avvenendo in Asia, dove si sta demonizzando la Cina.



   

 

 

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