L’Islam alla conquista dell’Europa

 

Misericordia, ospitalità, pietà per i migranti per sentirsi anime belle? Ma questo senza considerare che il rispetto dei migranti musulmani per la nostra cultura e il nostro Paese è il fondamento e la base per poterli catalogare come ospiti civili e non invasori. Dicono che in Europa bisogna pagare le pensioni e lo faranno i migranti con il loro lavoro. Al costo del cambiamento della nostra civiltà?

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Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre città. I profittatori, che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi”. Scriveva così il quotidiano comunista L’Unità nel novembre 1946 contro gli esuli istriani e i profughi fiumani e dalmati, benché cattolici italiani e con i beni dei quali l’Italia, che aveva perso la guerra, ha pagato i danni di guerra alla Jugoslavia comunista. Ancora non siamo stati risarciti adeguatamente.

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Specifico che i profughi erano quei civili che scappavano davanti all’avanzata delle truppe partigiane di Tito che trucidavano tutti i capitalisti, come ancora siamo chiamati in Croazia… Gli esuli, abitando in Istria catalogata zona B, territorio italiano sotto l’amministrazione jugoslava, hanno avuto qualche anno per decidere se vivere nell’inferno jugoslavo o fare le valige per non andare in paradiso, dopo esser stati gettati nelle foibe.

Sono passati 70 anni e la cultura di sinistra arricchitasi si è lasciata alle spalle odi di classe e attentati brigatisti, L’Unità non la legge più nessuno neanche gratis on line, nessuno vuole essere chiamato comunista e molti si sono rifatti una verginità politica nel Pd, unendosi agli ex democristiani. I quali, tralasciando lotte e colpi bassi all’interno del partito, si sono ripresi il governo dell’Italia, grazie a un giovanotto che ha dimostrato di avere le palle e saperne anche raccontare.

Il risultato è un melting pot di comunisti, democristiani, pseudo-cattolici e burocrati, opportunisti, affaristi che si dicono di destra o di sinistra a seconda del governo; insomma una massa di italiani senza radici culturali e morali il cui comune denominatore é un’etica ipocrita e l’ignoranza del diritto, che producono travisamenti di principi e di valori della nostra civiltà. Si riempiono la bocca di misericordia, ospitalità, pietà per sentirsi anime belle, senza considerare che il rispetto dei migranti musulmani per la nostra cultura e il nostro Paese è il fondamento e la base per poterli catalogare come ospiti civili e non invasori. Quello stesso rispetto che a noi cittadini è imposto da norme e forze dell’ordine, che in primis ordinano di farci identificare e lasciare l’impronta per ottenere un documento.

Perfino la Merkel è stata folgorata sulla via di Damasco. Ha capito che non poteva trattare i musulmani come aveva trattato gli ebrei? Macché, ha capito che i soldi non hanno religione e che quelli dei ricchi siriani erano buoni se converti in euro. Come ha scritto Panebianco sul Corriere: “Quella dei migranti è anche un’occasione che ci permette di finanziare uno stato sociale altrimenti condannato dalle nostre realtà demografiche”. Insomma bisogna pagare le pensioni e lo faranno i migranti con il loro lavoro. Al costo del cambiamento della nostra civiltà. Il capo dei Verdi tedesco Cem Ozdemir è di origini turche e, bontà sua, ha detto che: “Non abbiamo bisogno di un Islam turco o arabo, ma di un Islam europeo”. Nemmeno un’Europa islamizzata, ma di un Islam che, impadronendosi delle nostre fonti di produzione di ricchezza e del nostro territorio, si europeizza. Praticamente un’Europa cancellata. Complimenti alle anime europee bellamente ignoranti.

La Danimarca fa pubblicità sui giornali arabi dicendo di non chiedere asilo nel proprio Paese. I danesi non capiscono perché dovrebbero assegnare gli stessi diritti a dei migranti che non hanno sudato per pagarsi il welfare. Noi già dopo le guerre in Bosnia e Kosovo abbiamo assegnato a bosniaci e albanesi musulmani case e pensioni dall’oggi all’indomani. Sembra curioso che gli stessi Paesi slavi della cortina di ferro, molti dei quali con forti etnie rom, ergano muri e non ne vogliano sapere di ospitare musulmani. Ma se si conoscesse la storia, si saprebbe che per secoli la cattolicissima Ungheria ha impedito ai musulmani di invaderci, che fior fiore di giovani italiani ed europei sono morti sui confini ungheresi e croati fermando l’invasione.

Se ancora si crede alla buona fede dei migranti, basta fare anche noi pubblicità nei media arabi: “Se volete vivere in Europa, non potrete fermare il vostro lavoro per pregare rivolti alla Mecca, non potrete coprirvi il viso, non avrete moschee. Se volete venire a casa nostra, vi dovrete comportare come ospiti e vivere come noi”. Sono certa che sarebbe un buon deterrente.

Elisabetta De Dominicis per LA VOCE DI NEW YORK



   

 

 

1 Commento per “L’Islam alla conquista dell’Europa”

  1. Che posso dire solo che non ho parole x quello che ci sta succedendo x colpa di Politici incapaci messi li da un Napoletano che si trovava a passare sceso da un aereo proveniente da S. mi fermo qui anche perché con l’avvento di un Napoletano la Democrazia e finita, ora vige la Dittatura del PD.
    Ringrazio la Signora Elisabetta De DOMINICIS, per il suo scritto che ho trovato molto interessante.

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