Siamo in guerra e siamo dei bersagli. Il buonismo ci impedisce di difenderci

di Francesco Maria del Vigo

L’Occidente è sotto attacco. Siamo tutti sotto attacco. Parigi, Madrid, Londra o Casalpusterlengo. Poco cambia. Ai loro occhi siamo tutti uguali. Siamo noi che ci sentiamo tutti diversi e andiamo avanti in ordine sparso. La mattanza di Parigi è l’11 settembre – l’ennesimo – dell’Europa. È una carneficina che macella la nostra carne, le nostre vite e la nostra sgangherata società.

Minacce Isis Roma

Ci odiano. Ci vogliono annientare. Chiunque essi siano. Questi bastardi che agiscono in nome di Allah. Non c’è un criterio, non c’è una scelta nella loro follia. Non c’è niente. Solo la voglia di sangue. Loro sono colpevoli. Ma hanno dei complici. Oggi è schiantato il multiculturalismo, il sogno dell’integrazione, l’illusione lisergica del melting pot, la retorica bavosa e cattocomunista delle porte aperte, l’ipocrisia del terzomondismo col culo degli altri.

Poi c’e l’iniquità politica dell’Europa, che essendo un’Europa delle banche e degli affari se ne fotte dei cittadini e di quello che gli succede. Non fa politica estera, al massimo fa commercio estero.

E Obama? Questo premio Nobel per la pace sulla fiducia, questo pessimo politico favorito dalla pigmentazione della sua pelle, non esiste. È un fantasma. Persevera in una politica estera nella quale il limite del globo è l’ombelico dell’America. L’11 settembre 2001 siamo stati tutti americani, non solo nelle parole, anche nei fatti. Anche nelle guerre sbagliate. Sbagliatissime. Ma nessuno, mai, in questi anni si è sentito veramente europeo davanti all’orrore del terrorismo. Nè gli americani, nè gli europei.

Poi c’è il governo italiano. Che ha il potere, la sovranità, le qualità di un’amministrazione condominiale e la lungimiranza di una talpa. Siamo nelle mani di Renzi e di Alfano. E tra meno di un mese c’è un Giubileo che ci stamperà sulla fronte i cerchi concentrici del bersaglio. Comunque vada, e speriamo bene, dobbiamo sapere che al momento abbiamo perso. Avremo paura a prendere la metropolitana, ad andare al lavoro, a girare per Roma e per Milano.

Il terrorismo ci ha mangiato il mondo, lo ha ridotto, ristretto. Facciamo un discorso stupido: pensate in quanti posti non andreste in vacanza ora? Egitto e Tunisia. Probabilmente Marocco e Turchia. Iraq, Afganistan e Siria sono ovviamente impraticabili. Ma anche Parigi e tutte le capitali europee. Tra poco avremo paura a prendere l’aereo, il treno, l’autobus. Ieri sera sono morti degli innocenti seduti in un ristorante e in un teatro. Senza colpa. Senza motivo. Stavano facendo le cose di tutti i giorni. Vogliono rinchiuderci in casa, toglierci la libertà, vietarci il mondo, impedirci la vita se non ce la fanno a togliercela. Siamo dei bersagli. Non è più il momento dell’ipocrisia, delle belle parole, dell’altruismo, dell’accoglienza per tutti. Abbiamo bisogno di un po’ di egoismo. Siamo in tempo di guerra. E dobbiamo farla. Anche al buonismo che ci impedisce di difenderci. O saremo sottomessi.

dal blog di Mario del Vigo – - il Giornale



   

 

 

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