Strage Parigi, Gentiloni: non è “scontro di civiltà” fra l’Islam e l’Occidente

 

“Contro la minaccia del terrorismo abbiamo davvero bisogno che l’Europa sia unita e coesa, capace di intervenire ed essere attiva nella soluzione delle crisi in Siria, in Libano, in Libia, capace di gestire il fenomeno migratorio, intervenendo anche sulle sue origini, capace di condividere informazioni di intelligence. Dopo la tragedia di Parigi questo non è il momento di divisioni, ma di sentirsi più che mai legati alla nostra comune identità europea”.

Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, al suo arrivo al Consiglio Esteri dell’Ue oggi a Bruxelles. Gentiloni ha poi sottolineato che gli attentati di Parigi non fanno parte di uno “scontro di civiltà” fra l’Islam e l’Occidente. “Se per scontro di civiltà si intende confondere il terrorismo fondamentalista e le sue infamie con le grandi comunità musulmane, noi – ha detto il ministro – non siamo in uno scontro con le grandi comunità musulmane. Certamente, c’è un attacco ai nostri valori e al nostro modo di vivere, oltre che alle persone fisiche, e contro questo attacco noi dobbiamo reagire, e dobbiamo reagire insieme. Questo è il momento – ha insistito Gentiloni – di un’Europa legata alla propria identità”.

ESATTAMENTE IL CONTRARIO HA DICHIARATO IL PRESIDENTE MATTARELLA parlando della ragazza italiana morta a Parigi

Valeria Solesin “è stata uccisa da mano barbara, fomentata dal fanatismo e dall’odio contro la nostra civiltà, i suoi valori di democrazia, di libertà e di convivenza“. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato ai genitori della ragazza veneziana rimasta vittima degli attacchi di Parigi.

 



   

 

 

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