Benvenuto a Firenze! Un saluto al Papa

Benvenuto a Firenze! Un saluto al Papa – di Vinicio Catturelli

Mi scuserà il Direttore se,- nonostante le mie novantaquattro primavere e la mia ignoranza in fatto di computer, per cui si sarà costretti a “mettere a bella” il mio intervento che spedisco per posta… nella speranza che arrivi in tempo per la pubblicazione – io, da queste colonne non mi unirò al coro dei formichieri plaudenti a Massimiliano Robespierre I : dai Collettivi dei giornali, ai giornalisti RAI e MEDIASET, dai vecchi (si può esser vecchi anche se sulle spalle si portano meno anni dei miei) e rincoglioniti “cattivi Maestri” sessantottini, dai gentiluomini dei Centri Sociali e dai veterocomunisti nostalgici della chimera rivoluzionaria, dai politici di tutte le risme (perfino Storace considera Robespierre “un Papa donatoci dallo Spirito Santo”), dalle presentatrici dei programmi di intrattenimento, fino alle “amanti deluse” e alle pornostar di Rocco Siffredi, per non parlar di vescovi e preti che si son messi proni, a novanta gradi, di fronte al “Caudillo”, è tutto un “Santo leccaculismo” verso questo personaggio che ha scatenato la guerra civile nella Chiesa per portarla alla distruzione.

don-milani

Per cui vediamo ai vertici della gerarchia ecclesiastica, come Segretario di Stato, un Eugenio Scalfari che ci fa conoscere, in televisione, dalla Lilli Gruber, il pensiero e il calendario del Pontefice, mentre l’altro personaggio clownesco, Mons. Galantino, nel commentare il comizio della Destra a Bologna, mette sullo stesso piano Salvini (un politico che si limita ad esporre democraticamente le sue idee) e i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco una città. E allora abbiamo un coro “di Osanna e di Alleluia” davvero entusiasmante da far invidia agli “Alalà” del Ventennio fascista o di quello hitleriano (del resto ci viene proposto per Santo, insieme a don Milani, anche Helder Camara, prima militante nazista, poi, adeguandosi ai tempi, comunista)…

Ecco, in mezzo a questo tripudio, io davvero mi metto in un angolo e vivo nel e del passato, quando, a cominciare dagli anni Quaranta, organizzavo con il mio collega montecatinese Osvaldo Ravoni, allora Docente alla “Cesare Alfieri” di Firenze, le “Settimane di formazione del clero” durante le quali, in collaborazione a personaggi del calibro degli eminentissimi vescovi come Elia Dalla Costa, Ermenegildo Florit, Pietro Fiordelli, confermavamo nella Fede, secondo la Dottrina tomista, i sacerdoti delle Diocesi toscane…

Altri tempi…

riccardiOra a formare il clero ci pensano i seminari (vuoti), a cominciare da quello fiorentino dove sugli scranni siedono anche eretici che contestano la Presenza Divina nell’Eucarastia… ci pensano personaggi come il Rag. Enzo Bianchi della Comunità di Bose, o i Pastori graditi a Papa Massimiliano, come l’attuale vescovo di Prato, il compagno Agostinelli (dal quale il Papa si recherà, domani, in anteprima per dar man forte alla Comunità cinese e al lavoro nero, osteggiato solo a parole, nei comizi domenicali massimilianei) o i membri cattocomunisti e “scioscioni” della rossa Comunità di Sant’Egidio alla quale a Firenze è stata assegnata la gloriosa parrocchia di via del Corso, che fu del mio caro amico Mons. Luigi Stefani, un uomo con la “schiena diritta”, che si oppose al pacifismo cialtrone e al comunismo eretico di don Milani, uno degli idoli della Rivoluzione robesperriana

Mentre le squadracce della “Misericordina” robesperriana si abbattono, non solo metaforicamente, sulla testa di preti, cardinali, docenti o, addirittura interi Ordini Religiosi (il riferimento alla sanguinosa e feroce persecuzione dei frati francescani e delle suore dell’Immacolata è puramente voluto) che hanno avuto e hanno tuttavia il torto di rimanere fedeli alla Chiesa di sempre e alla Dottrina evangelica, vengono formati i plotoni di esecuzioni per l’esecuzione dei “capri espiatori” di scandali sospetti che vengono fuori, attraverso pennivendoli, affiliati alla Setta massonica, abituati ad usare per inchiostro il bottino, al momento opportuno,per aiutare il “conducator” nella sua repressione, alla quale è preposta l’OVRA (Opera Volontaria Repressione Antimassimiliano)

Ormai, per me, il giorno del “fatale incontro” non potrà tardare per cui, riguardo a tanti fatti della Toscana, ho lasciato il mio povero archivio cartaceo all’avvocato montecatinese Alberto junior Scopetani, che, da oggi, sarà libero di pubblicare o far conoscere tutti quei documenti che possano servire al trionfo della Verità.

dongalloCominciamo da oggi, rendendo pubblica una lettera del prete rosso don Lorenzo Milani al giornalista e amico Giorgio Pecorini e pubblicata nel libro (oggi introvabile) “Don Milani ! Chi era costui?” (Baldini e Castoldi) e che nessuno tra i suoi estimatori, ex allievi, “pretoni” e pretonzoli sculettanti, personaggi del mondo radical chic e della Sinistra Antagonista – tutta gente innamorata, allora, del “prete rosso” e ora invaghitasi di Massimiliano Robespierre I – ha mai citato. La citerà ora questo vecchio Docente Universitario, che in Argentina ha vissuto, presso l’Università di Buenos Aires, trent’anni della sua vita. Lo farò sicuro di rendere una testimonianza alla verità… sperando, poi,di aver il tempo di pubblicare l’altra documentazione riguardante la cooperativa degli orchi pedofili de “Il Forteto”, un altro frutto marcio del cattocomunismo e del donmilanmeuccismo fiorentini.

http://www.ilcovile.it/scritti/COVILE_729_Forteto.pdf

E se il sottoscritto non avrà il tempo – ahimè – quest’opera meritoria sarà intrapresa dal mio alter ego, l’avvocato Alberto junior Scopetani… sicuri di fare un piacere anche a Massimiliano, che in una delle sue dichiarazioni al Comitato di Salute Pubblica della Rivoluzione ha solennemente affermato: “Ogni atto di pedofilia da parte di vescovi o preti non sarà silenziato ma denunziato”.

Ecco, incominci da questo personaggio e da questa lettera. Intanto gli porgiamo il nostro BENVENUTO a Firenze !

LETTERA DI DON LORENZO MILANI A GIORGIO PECORINI – DA BARBIANA IL 10 NOVEMBRE 1959

“Caro Giorgio…Quando si vuole bene davvero ai ragazzi, bene come gliene può volere solo la mamma che li ha fatti o il maestro che li ha partoriti alla vita dello spirito o il prete che non ha donna o figli fatti per mezzo del pipi, ma solo figli fatti per mezzo dei Sacramenti e della Parola allora il problema della scuola confessionale o non confessionale diventa assurdo, ozioso. Quei due preti mi domandavano se il mio scopo finale nel fare scuola fosse nel portarli alla Chiesa o no e cosa altro mi potesse interessare al mondo nel far scuola se non questo. E io come potevo spiegare a loro così pii e così puliti che io i miei figli li amo , che ho perso la testa per loro, che non vivo che per farli crescere, per farli aprire, per farli sbocciare, per farli fruttare? Come facevo a spiegare che amo i miei parrocchiani più che la Chiesa e il Papa? E che se un rischio corro per l’anima mia non è certo quello di aver poco amato, ma piuttosto di amare troppo (cioè di portarmeli anche a letto!) . E chi non farà scuola così non farà mai vera scuola e è inutile che disquisisca tra scuola confessionale e non confessionale e inutile che si preoccupi di riempire la sua scuola di immaginette sacre e di discorsi edificanti perché la gente non crede a chi non ama e è inutile che tenti di allontanare dalla scuola i professori atei … E chi potrà mai amare i ragazzi fino all’osso senza finire col metterglielo anche in culo se non un maestro che insieme a loro ami anche Dio e tema l’Inferno e desideri il Paradiso?

(Giorgio Pecorini in : “Don Milani! Chi era costui?” (Baldini e Castoldi 1996) pagg.386 – 391)

Ecco, di questa lettera ne facciamo dono a Papa Massimiliano Robespierre. E potete star certi che, secondo i nuovi indirizzi sinodali (chi sono io per giudicare?) quello contro natura, anche dopo l’esperienza fiorentina di don Lelio Cantini (anche lui prossimo Santo?) sarà il nuovo amore della famiglia di domani.

riscossa cristiana



   

 

 

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