Beni confiscati alla mafia, assegnati alla Questura di Palermo mai usati come alloggi per poliziotti

Beni confiscati alla mafia, assegnati alla Questura di Palermo ma mai usati come alloggi per i poliziotti: la Consap alle Iene per denunciare il problema. Ieri presentato un emendamento al disegno di legge per la riforma del codice antimafia per risolvere questo problema.

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Da tempo la Consap di Palermo si occupa di beni assegnati dall’Agenzia dei Beni Confiscati alla Mafia alla Questura di Palermo, destinati a diventare alloggi per poliziotti e le loro famiglie, ma purtroppo mai assegnati per tale finalità, se non forse in una singola occasione. Gli alloggi sono in cattive condizioni ma non ci sono i soldi per aggiustarli e affidarli ai Poliziotti. E quindi versano quasi tutti in stato di abbandono. E dico quasi tutti perché alcuni sono stati occupati dagli abusivi. Anche se noi continuiamo, in alcuni casi, a pagarne le spese condominiali!

La Consap ha chiesto più volte alla Questura un censimento di questi alloggi, con le condizioni strutturali di ciascun alloggio. Ma nessuna risposta è arrivata.
È vergognoso che queste case, che sono alcune decine, non vengano utilizzati per le giuste finalità. Non vengano usate per aiutare i più bisognosi tra gli appartenenti ad una categoria che più ha pagato in termini di sangue il suo tributo per la lotta alla criminalità organizzata, la Polizia appunto.
E per avere queste case non c’è bisogno di costituire cooperative che poi trascinano avanti la loro storia per anni senza ottenere risultati tangibili.
Se il Ministero non ha i soldi per aggiustare gli appartamenti della “truppa” noi abbiamo proposto una soluzione. I poliziotti assegnatari provvedono da soli a farsi aggiustare l’appartamento, con tanto di preventivo e cose fatte in regola, e poi l’importo che è stato pagato per la ristrutturazione verrà scomputato dall’affitto sociale che i poliziotti pagano ogni mese. L’affitto, che devono comunque pagare, almeno serve anche ad aggiustare e recuperare la casa!

Non è scritto da nessuna parte che questa cosa non si possa fare. Ad ogni modo, ieri mattina su sollecitazione della Consap, è stato presentato un emendamento dai 5 stelle (a firma Sarti, Di Maio e altri 7), al disegno di legge di riforma del Codice Antimafia, all’esame della Camera dei deputati proprio in questi giorni. Emendamento in cui chiediamo la formalizzazione chiara di questa nostra proposta, cioè dell’auto sistemazione a scomputo, qualora il Ministero non abbia i soldi per aggiustare gli appartamenti, degli appartamenti stessi.
Ieri anche le Iene si sono occupate di questa triste vicenda, dopo che questa estate già numerose testate giornalistiche avevano affrontato il problema da noi sollevato. Mentre la nostra segreteria ha chiesto di essere audita dalla Commissione Nazionale Antimafia su questa vicenda e saremo convocati a breve!
Comprendiamo che la Questura di Palermo non è responsabile di questa situazione, anzi in passato ha cercato soluzioni anche attraverso la Regione siciliana. Ma ha trovato sempre le porte chiuse. Noi però non vogliamo che queste case dei poliziotti vengano restituiti all’Agenzia dei Beni Confiscati. Vogliamo che vengano assegnati e che si smetta con questa vergogna che si porta a vanti da anni.
Palermo 10/11/2015
Il Segretario Provinciale
Igor Gelarda

C. 1138-A
EMENDAMENTO
Articolo 18

Dopo l’articolo 18 è aggiunto il seguente articolo:

“Articolo 18-bis

1. Ai dipendenti della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate possono essere assegnati beni immobili mediante deliberazione del Consiglio Direttivo dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati ai sensi di quanto disposto dalla lettera a) del comma 3 dall’articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
2. Tale assegnazione può avvenire mediante contratto di locazione quadriennale prorogabile per un massimo di due volte.
3. Ai soggetti assegnatari di cui al comma 1 è consentito di procedere – qualora l’Amministrazione di appartenenza non disponga delle risorse necessarie – alla ristrutturazione dell’immobile, anticipando le somme necessarie.
4. I lavori di ristrutturazione di cui al comma precedente debbono essere oggetto di un accordo scritto con l’Agenzia del Demanio, all’interno del quale debbono essere indicati:
a) le motivazioni per cui è necessario procedere alla ristrutturazione, certificate da una perizia tecnica;
b) il preventivo dettagliato di spesa;
c) le modalità e i tempi con i quali l’affidatario potrà scomputare dal canone di locazione l’importo speso per procedere alla ristrutturazione dell’immobile.
5. In caso di morte ovvero di trasferimento ad altra sede dell’assegnatario, l’assegnatario subentrante verserebbe ai familiari superstiti il canone previsto dall’accordo di cui al comma 4”.

Sarti, DI MAIO, Nuti, Businarolo, Ferraresi, Bonafede, Colletti, Agostinelli, Nesci



   

 

 

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