Pensioni, allarme di Boeri: la questione esodati non è chiusa

 

Non manca solo una vera, e possibilmente ultima, riforma delle pensioni, che spinga la flessibilità in uscita e risponda all’esigenza di “equità” e “sostenibilità sociale” del sistema. Con la legge di Stabilità non è nemmeno detto che si sia chiusa definitivamente la partita degli esodati.

A lanciare l’allarme il presidente dell’Inps Tito Boeri, secondo il quale “non tutto è risolto” con la settima salvaguardia, e c’è “un rischio strascico”. Boeri in una lunga intervista televisiva fa il punto su tutto il capitolo pensioni e rilancia anche l’idea di un drastico tagli ai vitalizi dei politici. Sugli esodati quello messo in campo dal governo con la manovra è un nuovo intervento “parziale”, che aggiungerà costi a quelli già “alti” sostenuti finora, senza risolvere la questione, come invece aveva annunciato il ministro Giuliano Poletti, avverte Boeri: “già ci sono forti pressioni per una ottava salvaguardia”

“Se sarà necessario la faremo”, ribatte il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano, ricordando che proprio dai calcoli dell’Inps “rimangono esclusi altri 20mila circa”

Risorse che si potrebbero reperire, rilancia Boeri, anche chiedendo un contributo, pure “limitato, parziale”, a chi “ha importi elevati e ha goduto di trattamenti di favore”. In tutto si tratterebbe di una platea ridotta “circa 200mila persone”, compresi i politici. Per loro Boeri immagina, e aveva proposto a giugno a Matteo Renzi, “una riduzione che arriva anche fino al 50%, su vitalizi sopra gli 80-85mila euro all’anno”. Il governo faccia presto la riforma, è il messaggio che manda Boeri. ansa



   

 

 

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