Marino non è più sindaco: “Accoltellato da 26 ma c’è un solo mandante”

 

“Sono stato accoltellato da 26 nomi e cognomi ma da un unico mandante”. Lo ha detto Ignazio Marino decaduto da sindaco di Roma dopo le dimissioni di 26 consiglieri capitolini. Il riferimento al premier Matteo Renzi è fin troppo scoperto.

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“Non ho affatto avuto un rapporto turbolento con Renzi, nell’ultimo anno non ho avuto nessun rapporto”, ha aggiunto l’ex sindaco di Roma rispondendo ai giornalisti sul comportamento dei dirigenti ed esponenti del Pd. “Non mi fa piacere vedere da democratico che il Pd è andato dal notaio con chi ha militato nel partito di Berlusconi”, ha aggiunto Marino.

Lettera di ritiro dimissioni >>>

“La crisi politica che si è aperta al comune di Roma auspicavo che si potesse chiudere in Aula con un dibattito chiaro e trasparente e invece si è preferito andare dal notaio segno di una politica che decide fuoi dalle sedi democratiche e dimostrando una totale mancanza di rispetto per le cittadine e per i cittadini elettori.

“ABBIAMO RISANATO I CONTI” – “Con la mia Giunta Roma è tornata a essere virtuosa”, ha aggiunto l’ex sindaco. “Dico qui quello che avrei voluto dire in Aula Giulio Cesare. Agli eletti avrei detto innanzitutto grazie per il contributo allo straordinario cambiamento di Roma, abbiamo risanato i conti della capitale al momento dell’insediamento avevamo trovato un lascito di un buco di 816 mln nel comune di roma e solo Atac 874 milioni di debiti”, mentre “ora i conti sono in ordine ora possono ripartire investimenti”.

“NON HO CAPITO PERCHE’ MI MANDANO VIA” – “Io le ragioni di questa crisi non le ho capite. Qui si sta consumando quelacosa di importante sulla democrazia, il bene supremo per la nostra comunità. Avrei risposto punto per punto e avrei parlato anche del Pd partito in cui ho combattuto e che più mi ha deluso perchè ha negato il proprio stesso nome e il proprio dna“.

LE DIMISSIONI – Marino è decaduto dopo che le dimissioni dei 26 consiglieri capitoline sono state protocollate. Ai 19 consiglieri Pd hanno unito contestualmente le loro firme Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato, del movimento politico che fa capo a Raffaele Fitto, Roberto Cantiani dell’Ncd, Daniele Parrucci del Centro Democratico, Svetlana Celli della Lista Marino, Alfio Marchini e Alessandro Onorato della Lista Marchini.“

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1 Commento per “Marino non è più sindaco: “Accoltellato da 26 ma c’è un solo mandante””

  1. Be che dire Signor Marino, Lei ha studiato quindi doveva capire già da tempo con chi aveva a che fare! non le e servita la dichiarazione di Renzi a Letta con il stai Sereno? io non ho studiato ma mi sono accorto in ritardo ma me ne sono accorto dopo 50 anni di che pasta sono fatti questi del PD attuale! prima cosa e non perdere le poltrone, x il resto quello che succede non glie ne fotte nulla a nessuno, seconda cosa questi sono incompetenti e arroganti ed hanno distrutto il PD e le assicuro che questo partito non ha vita lunga, quindi se ne faccia una ragione anche perché ora cominciano a comandare anche gli stranieri all’interno del PD che vogliono dettare leggi a noi Italiani Pecoroni ma io pecorone non lo sono e mi ribellerò con tutte le forze che ho anzi anche con l’aiuto di amici che la pensano come me, questi si dovrebbero solo vergognare di quello che hanno fatto e stanno facendo soffrire ai poveri anziani alla miseria e fame, se avrebbero la dignità dovrebbero farlo.

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