Migranti, Boldrini: il muro dell’Ungheria è penoso

 

boldrini

“Dispiace che un Paese come l’Ungheria pensi di risolvere la questione della immigrazione con un muro. E’ penoso pensare che quella sia la soluzione”.

Lo dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, incontrando gli studenti del Movimento federalista europeo. La presidente sottolinea i rischi della situazione nei Balcani: “Se non faremo corridoi umanitari sulla rotta balcanica, questo inverno conteremo i morti”, ammonisce.



   

 

 

4 Commenti per “Migranti, Boldrini: il muro dell’Ungheria è penoso”

  1. MEGLIO UN MURO, MILLE MURI , CHE MORIRE SGOZZATI.!
    HO CHIESTO LA PROROGA AL PADRE ETERNO PER VEDERE COSA COMBINA IL “NOSTRO” RESPOPNSABILE , DELLA PREVENZIONE SUL TERRITORIO.!

  2. Claudio Franza

    Quella dell’Ungheria è una furbata: il flusso dei migranti non si può fermare ma si può deviare verso altri paesi meno furbi.

  3. IO penso di dover accogliere solo ed esclusivamente i veri PROFUGHI, non come fanno i politici Italiani che chiunque arrivi e Profugo! bisogna che fosse ora che si incominciassero a chiamare con i veri nomi ossia Profugo o Clandestino la cui questa parola non esce mai dalla bocca dei politici del PD qualche cosa di strano c’è, perché li chiamano immigrati se sono profughi? L’UNGHERIA ha un primo Ministro con le palle ciò che non abbiamo noi in Italia, e che la smettessero di criticare l’operato di altre Nazioni che se iniziano loro a parlare di noi Italiani ci dovremmo sotterrare per quello che sta succedendo in Italia.

  4. E’ sicuramente vero che il problema dell’immigrazione è da risolvere come è sicuramente molto grave. Va considerato che il problema è grave sia per gli emigranti sia per stazionari. Quando un popolo non ha da vivere e fa fatica a risolvere i propri problemi di sopravvivenza occorre fare in modo, come si usa dire, dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Una invasione, anche se pacifica non fa piacere a nessun popolo stazionario in quanto vede invaso il suo territorio, il suo ambiente, il suo habitat naturale con le sue tradizioni, la sua cultura, le sue abitudini che cozzano contro il costume dell’emigrante. Se poi l’emigrazione è di massa il problema si accentua e diventa insopportabile il lo stazionario. Se si preme per fare in modo che lo stazionario accetti questa invasione lo si obblica ad accettare un qualcosa di diverso a lui non gradito e per cui si sente oppresso e straniero a casa sua, Come dire; “Qualcuno sta cercando di buttarlo fuori di casa appropriandosene. Per evitare situazioni pericolose dovute al “rigetto” da parte dello stazionario verso l’emigrante, cosa buona sarebbe aiutare questi popoli a casa loro. Non facendo loro la carità con offerte e qualche panino. Organizzarli sul vero senso del significato della parola. Istituendo scuole di tutti gli indirizzi, soprattutto tecnici, come dire prepararli a diventare dei bravi artigiani in tutti i campi. Dando loro dei sussidi con impegno preciso, “PERO’ IL TUTTO AL LORO PAESE”. Tenendo conto quanto costa sostenere questa invasione di emigranti, in rodine pubblico, sostentamento, strutture di accoglimento, sussidi, ecc.. Organizzarli nel loro paese come su detto costa molto meno e non si creano situazioni pericolosi. Le guerre fra i poveri possono servire solo se sono controllabili.

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