Scandalo Forteto: “Segnali preoccupanti già dagli anni ’90”

 

“Per la prima volta è emerso chiaro che qualcosa si poteva intuire e quindi qualcosa si poteva fare”. Questo il commento del presidente della commissione d’inchiesta sulle responsabilità politiche ed istituzionali nella vicenda Forteto Paolo Bambagioni (Pd) al termine della seduta dedicata alle audizioni dell’ex procuratore del Tribunale dei minori di Firenze Aldo Nesticò, dell’ex consigliera comunale di Dicomano Lidia Giannelli e della neuropsichiatra infantile Annalisa Morali.

“Dalla testimonianza della neuropsichiatra infantile – prosegue il presidente – è emersa una netta preoccupazione nei confronti del Forteto, del Fiesoli e dei loro sistemi di recupero” e questo già a partire dagli anni ’90. “Nel corso della sua attività professionale ha infatti precisato di avere accuratamente evitato di affidare ragazzi a quella comunità – aggiunge Bambagioni – in occasione dei due unici affidamenti al Forteto, deciso nel corso di un incontro all’interno del tribunale alla presenza del presidente Scarcella, che è parso, secondo quanto ci è stato riferito, sottomesso da Fiesoli, Morali ha abbandonato la riunione”.

È stata quindi, per Bambagioni, una testimonianza che “squarcia un velo di omertà che finora si era registrato”. “Noto ancora una certa reticenza e difficoltà da parte di soggetti che hanno avuto responsabilità significative in tema di affido a questa non Comunità, non famiglia non accreditata”, è stato il commento del vicepresidente segretario Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle).

“Ancora una volta, da parte della magistratura, viene fuori una sorta di perdono di quello che era successo negli anni passati a Fiesoli e Goffredi. È opportuno approfondire questa distrazione o disattenzione della magistratura. Occorre capire – ha detto Quartini – se è dettata da negligenza, imperizia o dolo”.

“Dall’audizione di oggi sono emerse problematiche sulle cooperative che si configurano come reati di truffa e con esproprio di beni. È necessario indagare per capire la proprietà di oggi e come si è configurata”, ha osservato Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra). “Da quello che ci è stato raccontato sono stati rubati soldi e proprietà dell’associazione. C’è insomma da aprire un altro capitolo, non solo quello della sentenza sulla quale stiamo ragionando”. Sarti ha inoltre osservato come “finalmente qualcuno ha raccontato i suoi dubbi e le sue perplessità. Tutti parevano essere concordi che non si poteva vedere o capire cosa stava accadendo. Evidentemente il modo di capire c’era”.

Intanto, il vicepresidente della commissione e capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Giovanni Donzelli, svela una pubblicazione del Cesvot affidata a Luigi Goffredi, ideologo della comunità condannato ad otto anni dalla recente sentenza del tribunale di Firenze. Per questo ha chiesto l’audizione in commissione dei presidenti dell’Agenzia formativa accreditata dalla Regione Toscana: “Nel volume, pubblicato nel 2006, oltre a raccontare la storia della cooperativa ‘Il Forteto’, si loda l’esperienza della comunità nell’affidamento dei minori – sottolinea Donzelli – un fatto raccapricciante alla luce degli abusi accertati dalla recente sentenza del tribunale di Firenze e che oggi impone chiarimenti visti i precedenti penali di Goffredi”.

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