Casa popolare al giostraio sinti che entra ed esce dal carcere, poliziotti nei tuguri

 

Casa di edilizia pubblica a pochi spiccioli per il giostraio che entra ed esce dal carcere, il Coisp: “Ma certi privilegi valgono solo per gli altri, le Forze dell’Ordine restano nei tuguri con i muri che crollano”

arresto-polizia

“Ci sono notizie che non passano inosservate, non tanto perché dimostrano il ‘cuore grande’ di un’Italia che si spende in ogni modo per l’inserimento di chi non fa che entrare e uscire dal carcere (anche se un pochino meno per le vittime degli svariati crimini che abbondano nel Paese), ma soprattutto perché mettono in luce come all’ultimo posto della graduatoria delle categorie da sostenere, ma proprio all’ultimissimo, ci siano sempre e comunque le Forze dell’Ordine.

Colleghi costretti a lavorare in ambienti assolutamente inidonei, spesso e volentieri veri e propri tuguri, mentre quando si tratta di edilizia agevolata non vengono presi minimamente in considerazione. Sì, perché per quanto sia l’Amministrazione di riferimento che opera e contratta per sedi e uffici vari, quella stessa Amministrazione non è fatta solo dagli alti papaveri che la gestiscono con carta e penna, ma nella realtà di ogni giorno per strada e in ogni altro luogo dove i cittadini avvertono la presenza dei Corpi di Polizia, essa è fatta da donne e uomini che hanno le medesime esigenze degli altri di trascorrere in loro tempo in luoghi salubri e dignitosi”.

Franco Maccari Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna su uno dei temi più caldi e problematici quanto alle carenze che affliggono le Forze dell’Ordine commentando una notizia che viene da Padova, dove la stampa ha raccontato la storia di un uomo, di origine sinti, in attesa di giudizio per il suo coinvolgimento nell’indagine su una “banda dei supermercati”, un gruppo di giostrai che entravano al sabato sera nelle Coop oppure nei Prix tra Venezia, Padova, Vicenza e Treviso all’ora di chiusura, terrorizzavano i clienti con il kalashnikov e fuggivano con i soldi della cassa. Anche la moglie e una delle figlie dell’uomo furono arrestate con l’accusa di favoreggiamento, e lo stesso giostraio anni prima era stato assolto da una precedente accusa di far parte di una Spa delle rapine compiute da giostrai e malavitosi del Piovese che già lo aveva portato dietro le sbarre. L’uomo, dal 1995, è titolare di una alloggio pubblico dell’Ater, di cui usufruisce con un canone di 12 euro al mese.

“Chi è bisognoso deve essere aiutato – conclude Maccari – per carità, nessuno osa metterlo in discussione. Anche se forse si potrebbe approfondire un pochino meglio chi sia davvero bisognoso e chi no, e cosa dobbiamo davvero intendere per ‘bisognoso’. E questo perché a nostro modestissimo parere le centinaia, migliaia di Appartenenti alle Forze dell’Ordine, persone oneste che si sacrificano una vita per garantire un servizio alla cittadinanza, e lo fanno per stipendi minimi, senza mezzi e strumenti sufficienti, e dovendo subire anche le conseguenze di sistemazioni logistiche vergognose, con ciò vedendo aumentare i rischi per se stessi e diminuire l’efficienza del lavoro, ‘bisognosi’ lo sono eccome!”.

COMUNICATO STAMPA COISP



   

 

 

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