Attenzione alle truffe quando si vende o acquista un’auto

Si sente sempre più spesso parlare di truffe perpetrate nel settore della compravendita di auto usate. Eppure la maggior parte dei venditori/acquirenti non sono consapevoli dei rischi a cui potrebbero andar incontro e continuano ad affidarsi alle mani sbagliate, rimanendo vittime di spiacevoli inconvenienti. Vediamo in breve quali sono le truffe più frequenti e come poterle prevenire.

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Pagamento: partiamo dalla nota più dolente. Quando si vende un’auto è di estrema importanza assicurarsi di ricevere l’importo pattuito con l’acquirente tramite una transazione sicura e tracciabile. Capita spesso infatti che il potenziale acquirente insista sul desiderio di voler pagare tramite assegno circolare e di effettuare il passaggio di proprietà il prima possibile. È bene tener presente che l’emissione di un assegno circolare presuppone la presenza di fondi sul conto di partenza. Dopo che l’ignaro venditore avrà ricevuto l’assegno, completato il passaggio di proprietà e depositato il titolo di credito in banca, potrebbe accorgersi dopo alcuni giorni che l’assegno è contraffatto. Quello che seguirà lo si può tranquillamente immaginare: il truffatore avrà già proceduto in tempi record alla radiazione e alla restituzione delle targhe. Stesso discorso vale per molte delle ben note offerte di “compro auto in contanti”. Anche il pagamento in contanti non è sempre legale – in particolare per cifre superiori alle mille euro – e quindi potrebbe presupporre una valutazione poco corretta del veicolo, banconote false o il rischio di essere vittime di una rapina.

Auto “schilometrate”: passiamo ora a una truffa ai danni dell’acquirente di un’auto usata.

Secondo Alfredo Bellucci, autore del libro Non prendermi per il chilometro, edito da Apice Libri, almeno metà delle auto usate in commercio avrebbe subito una modifica al contachilometri. Il contachilometri infatti sarebbe di per sé uno strumento molto robusto e difficile da rompersi. Nonostante questo, la rete pollurerebbe di servizi pronti a ripararlo, anche se tale pratica configura in realtà il reato di truffa. Il guadagno prodotto dalla vendita dell’auto ad un valore superiore risulta però talmente redditizio da valere la pena di rischiare.

Per non cadere in una truffa di questo tipo è consigliabile, prima dell’acquisto, indagare sul passato della vettura. Prestare attenzione al fatto che anche le dichiarazioni del libretto di manutenzione potrebbero essere state alterate e che le modifiche potrebbero essere state apportate prima dei passaggi di proprietà registrati al PRA.

Aziende non esistenti: terminiamo la nostra lista con le cosiddette aziende fantasma. Quest’ultima truffa è un classico in cui si può cadere facilmente, in particolare se siamo entrati in contatto con l’acquirente tramite un annuncio su internet. Il potenziale acquirente assicurerà il venditore di essere il titolare di un’azienda e presenterà anche una copia della carta d’identità e del certificato della Camera di Commercio. Peccato però che l’azienda non esista e che si tratti nuovamente di un truffatore professionista il quale, nel peggiore dei casi, avrà lasciato al malcapitato solamente un assegno circolare scoperto. Per tale ragione è sempre consigliabile, soprattutto durante la vendita online, visitare di persona la sede aziendale per verificarne la serietà e l’esistenza



   

 

 

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