Le armi fornite ai “ribelli siriani” finiscono nelle mani di al Qaeda

Un terzo delle forniture di armi dei Paesi del Golfo destinate ai ribelli dell’opposizione moderata siriana con la benedezione dell’occidente finisce nelle mani del Fronte al Nusra, ovvero la filiale in Siria dell’organizzazione di al Qaida.

 

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A denunciarlo al quotidiano panarabo al Quds al Arabi è un ex ufficiale siriano che ha lavorato per il Military Operation Command (MOC), unità gestita dagli americani per la fornitura di armamenti ai ribelli che combattono le truppe del regime del presidente Bashar al Assad.

Lo stesso giornale, di orientamento ostile al regime di Damasco, afferma che in particolare nella provincia di Idlib, nei pressi della frontiera turca “non è un segreto per nessuno che il Fronte al Nusra, con le buone o con le cattive, espropria quantità rilevanti di armi e di carichi di munizioni destinate ad alcune fazioni dell’Esercito Libero Siriano (Sel)“.

La novità, sempre secondo il foglio edito a Londra, “è che negli ultimi tempi è emerso molto chiaramente che queste operazioni sono state sempre concordate tra al Nusra e il comando del Sel”, che fa capo alla Coalizione dell’opposizione fortemente sostenuta dai Paesi del Golfo, dalla Turchia ed in parte anche da Washington, perchè ritenute “moderate”.

Stando alle rivelazioni dell’ufficiale che ha parlato in condizioni di anonimato, “in molte zone controllate dall’opposizione le fazioni dei ribelli moderati hanno perso ogni influenza se non sono stateaddirittura cacciate del tutto” da zone ora controllate dai jihadisti dello Stato Islamico (Isis) oppure “del tutto marginalizzate dai combattenti del Fronte al Nusra” come in Idlib.

L’ex ufficiale indica i nomi dei gruppi ribelli ormai in balia del volere dei jihadisti di al Qaida indicandone alcuni come “Jund al Aqsa” e il “Partito del Turkmenistan” con il “Movimento Ahrar al Sham” sostenuto dalla Turchia ridotto al semplice ruolo di “mediatore” tra il Fronte al Nusra e le altre fazioni minori.Insomma, secondo questa fonte, escluse le zone di Aleppo, Nord Homs e Dera’a, dove gode di una certa autonomia “il Sel fortemente indebolito si vede costretto ormai a pagare il pizzo ad al Nusra per garantire la sua presenza” nelle altre zone. Pizzo rappresentato con “la condivisione delle armi provenienti dal MOC nella misura di un terzo di ogni carico che attraversa la frontiera”. Il valico di frontiera di cui parla l’ex ufficiale sarebbe “Bab al Hawa” a confine turco che “è amministrato da quelli di al Nusra”. (askanews)



   

 

 

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