Gli Usa hanno suggerito alla Grecia di restare nell’euro, nell’interesse della Nato

La crisi infinita del debito greco riserva una nuova sorpresa. Che gli Usa avessero aiutato e suggerito al premier greco Alexis Tsipras di restare nell’euro era atteggiamento politico noto agli osservatori. Ma era stato finora solo frutto di analisi e congetture. Ora, invece, ci sono le prove. SOLE24ORE. COM

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Alcuni documenti diplomatici greci a questo proposito sono stati pubblicati sul quotidiano greco conservatore e anti-Syriza Kathimerini, rivelando come Tsipras abbia ricevuto il sostegno prezioso e fondamentale da parte dell’amministrazione Obama negli ultimi mesi e soprattutto nella fase calda dell’accettazione nella notte tra il 12-13 luglio del terzo piano di salvataggio.

I documenti mostrano anche come Washington abbia sempre consigliato il governo greco di evitare conflitti aperti con la Germania del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, che voleva far uscire Atene dall’euro per cinque anni, e di mostrare invece la volontà sincera di accettare le riforme in vista dell’accordo 13 luglio per il terzo salvataggio greco da 86 miliardi di euro.

Un telegramma segreto inviato al governo greco il 16 luglio dall’ambasciatore greco negli Stati Uniti, Christos Panagopoulos, rivela come Washington consigliò Atene di evitare gli attacchi verbali contro Berlino e di cercare di creare un’ampia alleanza con paesi come il Regno Unito, la Francia, l’Italia e Austria. Paesi che infatti fronteggiarono le richieste tedesche di far uscire Atene dall’euro.

Il governo degli Stati Uniti suggeriva a Tsipras di convincere questi paesi che era disposto a fare sul serio le riforme strutturali se, a loro volta, loro avessero offerto il loro sostegno contro Berlino. Panagopoulos ha anche spiegato che la strategia di Washington era quella di sottolineare l’importanza geopolitica di mantenere la Grecia, paese della Nato, nella moneta unica. Insomma di non aprire un nuovo fronte dopo Ucraina e Siria in un’area già incandescente.

Panagopoulos ha anche rivelato che ci sono stati frequenti e ampi contatti tra Atene e Washington, attraverso dei responsabili del Tesoro e del Dipartimento di Stato. Il diplomatico greco ha scritto tre giorni dopo l’intesa del 13 luglio che aveva ribaltato l’esito del referendum del 5 luglio, che le autorità statunitensi avevano sottolineato la necessità per la zona euro di accettare un’ulteriore riduzione del debito greco.

Mentre il governo degli Stati Uniti avrebbe anche incoraggiato il Fondo monetario internazionale a esprimere una posizione positiva a riguardo in modo palese. Cosa che è accaduta pochi giorni dopo. E questo potrebbe essere la “ricompensa” che Atene ha ricevuto da Washington in cambio dell’accettazione del terzo piano e di restare nell’euro.



   

 

 

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