Giustizialismo a giorni alterni e buonismo a senso unico

 

Alcuni giorni fa un uomo in gravi condizioni economiche, invalido, senza casa e senza lavoro, senza prospettive, con una figlia piccola, la moglie ha perso il lavoro che assicurava alla famiglia almeno 400 euro al mese, dopo aver chiesto aiuto al Comune, ha pensato bene di inscenare una protesta clamorosa, nel’evidente intento di smuovere la coscienza di qualcuno.

disperato

Verso sera, quando in Comune non c’era più nessuno, è entrato nell’atrio del comune direttamente con l’automobile, “parcheggiandola” davanti allo scalone d’ingresso.
Dalle foto che circolano e dal video di una telecamera di sicurezza, si vede bene che non sono stati arrecati gravi danni e comunque non evidenti. Nella foto postata dal Sindaco su facebook, si vede un’ auto che non è gravemente incidentata, la vetrata di ingresso (con apertura più larga dell’auto) aperta ed integra, non si è rotto nemmeno un vetro. L’auto è “entarta a velocità moderata, lo testimonia il video di una telecamera di sicurezza. Il portone è stato riparato la sera stessa, quindi i danni subiti erano lievi, probabilmente era solo accostato.

Sostenere che quel tipo di protesta non è lecita… è di una ovvietà disarmante. Il fatto, la colpevolezza e l’antigiurdicità sono di tutta evidenza, lo capirebbe anche un bambino. E tutti, anche i bambini, sanno che, specialmente di questi tempi, la disperazione fa compiere gesti estremi.
Qualcuno si spara in bocca, qualcuno si impicca … qualcun altro protesta e fa casino.
Credo che dobbiamo rallegrarci, questa volta ci ha rimesso solo il portone del Comune, e nemmeno poi tanto.
Il gesto non è lecito, forse sarà pure grave, ma è umanamente comprensibile, quando proviene da un disperato.

Quello che francamente non si riesce a comprendere è la reazione del Sindaco: bene condannre il fatto, è giusto, sebbene sia scontato, ma utilzzare parole come “Si tratta di un gesto inconsulto e violento, inutile ed inaccettabile, attribuibile ad un profilo di disagio psicologico e sociale” eancora “un gesto folle e squilibrato per portata e conseguenze che va stigmatizzato e condannato con la massima durezza” un matto insomma, è perché “non può esistere nessuna forma di disperazione o di emarginazione da giustificare l’irruzione nel palazzo comunale con un’auto” boh se ne vedono assai di pegio, mancava solo che aggiungesse: “piuttosto si spari un colpo in bocca”.

E’ brutto dirlo, ma a Pontedera ci sono famiglie di immgrati che, dall’Unione dei Comuni della Valdera, percepiscono 15.000 euro/anno. Recentemente il Sindaco si è rifiutato di approvare una mozione che chiedeva, quanto meno, che a chi ha commesso crimini le elargizioni fossero revocate. Ma allora di che parliamo?
Pagherei per sapere secondo quale criterio il Consiglio Comunale di Pontedera ha approvato, “all’unanimità”, la mozione per l’auto “parcheggiata in Comune”. Che contiene ulteriori dure parole di condanna.

Invocare una condanna “esemplare” per un disgraziato, che viltà! Duri con deboli, deboli con i forti.
A dire il vero temo che, anche sul fronte della sicurezza e della giustizia, ben altre siano le angosce dei cittadini, specialmente in una Pontedera nella quale l’illegalità è talmente diffusa da dover ricorrere a misure così drastiche ed eccezionali, necessarie ma che nel contempo fanno rabbrividire, come lo schieramento dell’esercito.
In questo contesto di degrado, il gesto sconsiderato di un disgraziato comporterebbe che le istituzioni civili sapessero porgere la mano, e non solo per assestare sonori schiaffoni al disgraziato.
La responsabilità penale è personale e fa capo all’autore del gesto, ma la responsabilità morale e quella politica, è possibile che alberghino altrove.

Non è facile ma il compito è di chi comanda, l’onore si essere stati eletti con il 60% comporta anche l’onere di dover togliere le castagne dal fuoco e, per cortesia, evitiamo almeno le “colonne infami” o il “dalli all’untore”.
Il Sindaco ha invocato una “condanna dura ed esemplare” e il giorno dopo il “reo” si è beccato, in un processo per diretissima, un bel sei mesi, ovviamente con la condizionale perché si tratta di un reato depenalizzato… non voglio dire da chi ma potete immaginarlo.

Se l’autore del gesto è un criminale incallito… basta, mi cheto, ben venga la galera (che per altro in Italia si nega perfino a chi ripetutamente ruba, spaccia, si prostituisce, compie danni violenti come accoltellare un carabiniere o gettare l’acido addosso alla ex eccetera eccetera eccetera) ma se davvero si tratta di un disgraziato… agli zoppi pedate negli stinchi? Ma in che mondo viviamo? Se prima quell’uomo era un disgraziato, ora che dal Sindaco è stato messo all’indice come criminale mentalmente squilibrato, ora che si è beccato sei mesi, ora che è comunque a piede libero (e quindi torna ad essere un senza tetto), sarà forse più tranquillo e meno “pericoloso”?

Adesso sento dire che si interverrà a favore di quella persona. Sarebbe il colmo, significherebbe riconoscere, dopo averlo additato al pubblico ludibrio ed averlo condannato a 6 mesi di galera… che ha fatto bene ad entrare in Comune, altrimenti non avrebbe ottenuto un bel nulla. Vorrebbe dire che i mezzi economici per intervenire c’erano, che ora sono stati messi a disposizione e che insomma, alla fin fine… merita un aiutino.
E se ne accorgono ora? E la coerenza? Prima si stigmatizza il gesto “criminale”, poi si chiede una condanna esemplare e poi si concedono i sussidi. Ma non a tutti…

Alessandro Tantussi



   

 

 

1 Commento per “Giustizialismo a giorni alterni e buonismo a senso unico”

  1. Non ho parole per le affermazioni del sindaco ma non esiste più la carità per i nostri poveri italiani. ..solo per questi storni di emigrati..io metterei in galera il sindaco ed aiuterei quel povero cristo che non sa più come mantenere la sua famiglia.Le istituzioni possono vergognarsi. ..

Commenti chiusi

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