Terrorismo: carcere per un 15enne in Gb. Giudice “giovane agghiacciante”

Un ragazzino inglese di 15 anni e’ stato condannato all’ergastolo in Gran Bretagna per aver fatto propaganda online per l’Isis e per aver progettato uno spettacolare attentato contro la polizia australiana nel giorno dell’annuale parata per i soldati caduti in guerra.

L’adolescente, che all’epoca dei fatti aveva 14 anni ed e’ originario di Blackburn, nel Lancashire, si era dichiarato colpevole e dovra’ rimanere in carcere fin quando verra’ considerato un pericolo per la collettivita’ e comunque non meno di cinque anni. Si tratta del piu’ giovane britannico mai condannato per terrorismo.

Il responsabile delle indagini, Tony Mole, ha raccontato che il coinvolgimento di un minore in una vicenda cosi’ seria lo ha profondamente sconvolto. “E’ un avvertimento per gli adolescenti, la seduzione del messaggio dell’Isis puo’ essere veramente irresistibile”, ha osservato, secondo quanto riferisce il quotidiano Guardian.

Il giovanissimo – che aveva una storia difficile alle spalle, con genitori divorziati e una malattia degenerativa agli occhi – non si era integrato a scuola, dove era stato soprannominato “il terrorista”. Ma col suo smartphone era stato capace di crearsi una nuova identita’ su Internet, conquistandosi 24mila follower su Twitter e operando 90 differenti account che condividevano materiale di propaganda dell’Isis. E’ stato proprio questo straordinario attivismo online che gli ha valso l’attenzione di un famoso reclutatore dell’Isis, Neil Prakash, australiano combattente in Siria e noto col soprannome di Abu Khaled al-Cambodi.

Neil Prakash

Neil Prakash

Quest’ultimo lo ha successivamente messo in contatto con un 18enne australiano, Sevdet Besim, anch’egli fanatico dell’Isis e con cui il teenager britannico ha scambiato piu’ di 3mila messaggi criptati in nove giorni. Obiettivo: indurlo a compiere uno spettacolare attentato contro la polizia in Australia in occasione dell’Anzac Day, il giorno in cui vengono commemorati i caduti in tutte le guerre. I due progettavano di decapitare gli agenti e, a questo scopo, Besim ha inviato una serie di fotografie di armi al ragazzo che ne ha apprezzata in particolare una, giudicata perfetta per “lacerare una gola”.

Il ragazzino ha quindi esortato l’amico australiano a fare pratica, “irrompendo in casa di qualcuno e provando per la prima volta il gusto di decapitare”.
“Mi sento come un bambino con un biglietto per Disneyland”, e’ stata la risposta di Besim. Nell’emettere la sentenza, il giudice Saunders di Manchester ha definito “agghiacciante” che un imputato cosi’ giovane “volesse proprio la morte di cosi’ tante persone”. AGI



   

 

 

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