UE valuta: i Paesi membri potranno indebitarsi per mantenere i “profughi”

 

La possibilita’ di applicare le clausole di flessibilita’ previste dal patto di stabilita’ anche alle spese sostenute per l’accoglienza dei rifugiati non sara’ oggetto di discussione del prossimo consiglio Ecofin, ma la richiesta e’ comunque oggetto di analisi della Commissione europea, che su questo riferira’ non appena terminato il lavoro. Lo precisano fonti diplomatiche, ricordando che il patto di stabilita’ e crescita prevede di non agire contro Paesi membri dell’Ue quando le regole non vengano rispettato in caso di circostanze eccezioni, come potrebbe essere l’emergenza immigrati

Austria, Italia e Lussemburgo – quest’ultimo con la presidenza di turno del consiglio Ue – ritengono che le ondate di richiedenti asilo possano configurare una circostanza eccezionale e hanno chiesto che le spese per far fronte al fenomeno non vengano conteggiate ai fini della valutazione di debito e deficit.

Martedi’ a Lussemburgo l’Ecofin non parlera’ di questo, perche’ i ministri dei ventotto hanno ricevuto rassicurazioni dalla Commissione europea circa un lavoro di analisi della situazione, e si attende dunque l’esito di tale analisi. Di flessibilita’ e migranti si parlera’ dunque in seguito, auspicabilmente gia’ alla riunione dell’Ecofin del 10 novembre, sempre che non vogliano sollevare la questione i leader in occasione del vertice del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. agi



   

 

 

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