Orban: “I migranti non bussano alle nostre porte, ma le sfondano”

 

 

 

Chilometri di code a Batrovci-Bajakovo, unico valico di frontiera lasciato aperto dalla Croazia alla frontiera con la Serbia per l’afflusso di migranti. Il divieto di ingresso ai mezzi pesanti “è ingiusto e non contribuisce a mantenere buone relazioni di vicinato”, ha protestato il ministro dell’Interno serbo Nebojša Stefanović.

Dal campo di Opatovac i migranti vengono trasportati in autobus verso l’Ungheria, da dove poi vengono trasferiti in Austria.

“Provengono dalla zona Schengen e vogliono andare nella zona Schengen, quindi non li dissuaderemo”, spiega il ministro dell’Interno croato Ranko Ostojic. “Daremo loro da mangiare e da bere e tutto quello che siamo in grado di offrire. Chiunque chieda asilo in Croazia lo otterrà immediatamente”.

Dopo aver chiuso la frontiera con la Serbia, l’Ungheria ha cominciato a far costruire una barriera di quattro metri al confine con la Croazia.

Il parlamento ha inasprito la linea anti-migranti con una legge che permette a soldati e poliziotti di aprire il fuoco contro i profughi a condizione che non sia letale. “I migranti non bussano alle nostre porte, ma le sfondano”, ha affermato il premier Viktor Orban. “Non poche centinaia, poche migliaia, ma centinaia di migliaia, perfino milioni assediano i confini dell’Ungheria e dell’Unione Europea. Non siamo in grado di vederne la fine. E ancora milioni di persone arriveranno”.

Budapest intende anche bloccare i treni: le Ferrovie ungheresi hanno annunciato la sospensione per un periodo indeterminato del traffico attraverso due valichi con la Croazia.



   

 

 

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