Gender a scuola, parole intimidatorie dalla ministra Giannini

giannini

 

Chi ha parlato e continua a parlare di teoria gender in relazione al progetto educativo del governo Renzi sulla scuola, compie una truffa culturale. Ci tuteleremo con gli strumenti legali“.

Lo ha affermato la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini ospite a ‘Melog. Cronache meridiane’, programma di Gian Luca Nicoletti in onda su ‘Radio 24′, in merito alle polemiche sulla teoria gender della legge 107\2015 art 1 comma 16. “Si tratta di una colossale truffa ai danni della società. Facciamo circolare chiarimenti, lanciamo messaggi chiari ma se ciò non dovesse bastare credo ci sia una responsabilità irrinunciabile di passare a strumenti legali”, ha dichiarato Giannini. (La Presse)

GENDER; FONTANA: “PAROLE INTIMIDATORIE DALLA MINISTRA GIANNINI”

L’europarlamentare della Lega Nord: “Denunciare chi sottolinea le ambiguità nella sua riforma sa di regime”.

Bruxelles 16 settembre 2015 – “Inaccettabile bavaglio che puzza di regime”. Queste le parole dell’europarlamentare della Lega Nord Lorenzo Fontana sulla volontà del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di denunciare chi parla di teoria gender nella riforma “Buona Scuola”.

“E’ vero che tecnicamente e formalmente non si parla di teoria gender – dice Fontana – , ragion per cui il ministro vincerebbe giuridicamente in tribunale, ma è politicamente legittimo e anche sensato registrare delle ambiguità quando si parla di iniziative contro la discriminazione di genere. Di quali iniziative parliamo nello specifico? La definizione è talmente vaga che lascia spazio all’arbitrio. Dunque minacciare denunce è un atto arrogante e intimidatorio che sa quasi da regime”.

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Il Miur ha deciso di inviare alle scuole una circolare per spiegare il comma 16 della legge 107/2015, il quale, dice il ministro Giannini “introduce la cultura della non discriminazione etnica, razziale, religiosa; della tolleranza, della sensibilità e dell’accoglienza, che la scuola nella storia ha sempre introdotto in varie forme“.

Nella nota del Ministero si legge

La finalità del suddetto articolo non è, dunque, quella di promuovere pensieri o azioni ispirati ad ideologie di qualsivoglia natura, bensì quella di trasmettere la conoscenza e la consapevolezza riguardo i diritti e i doveri della persona costituzionalmente garantiti, anche per raggiungere e maturare le competenze chiave di Cittadinanza, nazionale, europea e internazionale, entro le quali rientrano la promozione dell’autodeterminazione consapevole e del rispetto della persona, così come stabilito pure dalla Strategia di Lisbona 2000.”

 



   

 

 

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