Possibile più flessibilità sul deficit per i Paesi che accolgono i “profughi”

Migliaia di italiani e greci si sono ridotti alla fame o si sono suicidati senza che l’elefante UE si degnasse di smuovere le orecchie. Migliaia di imprese sono fallite, migliaia di lavoratori sono stati licenziati mentre i burocrati di Bruxelles sono stati irremobili sulla bufala indegna del non superare il 3% del deficit/pil. . Ora all’improvviso si paventa la possibilità di allargare le maglie per fare degna accoglienza ai presunti “profughi.”

DOPO AVER UMILIATO E DEPREDATO  la Grecia  ora arriva la linea morbida sul deficit per chi si lascia invadere dagli immigrati? Ma il senso della vergogna dove è finito? Ma da chi o da cosa sono guidati questi mostri al potere?

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Il ministro lussemburghese delle Finanze e presidente di turno dell’Ecofin, Pierre Gramegna, ha annunciato che l’Unione europea aprirà una discussione sulla possibilità di considerare i costi sostenuti dagli Stati per far fronte all’emergenza dei rifugiati come una «circostanza straordinaria» in relazione al rispetto delle regole del Patto di Stabilità.

Le regole europee prevedono che in caso di situazioni di emergenza straordinarie («unusual event»), che non derivino dall’azione dei governi, gli esecutivi nazionali possano avere più tempo per raggiungere gli obiettivi di rientro del deficit. La Commissione si è dimostrata comunque cauta. Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha osservato che «l’impatto economico dell’accoglienza dei rifugiati non è negativo e  dobbiamo essere all’altezza della nostra responsabilità e della nostra storia», ma ha anche riconosciuto che «in termini di dimensione, il fenomeno dei migranti è un evento eccezionale».



   

 

 

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