Mattarella: “In tempi di globalizzazione nessuno puo’ sentirsi al sicuro”

“Venti di guerra si agitano in tante parti del mondo, generando violenza, morte e paura. L’interconnessione planetaria ci obbliga ad aprire gli occhi su terribili conflitti e nuove forme di sopraffazione. Nessuno, in tempi di globalizzazione, può chiamarsi fuori o sentirsi al sicuro. Le fiamme della guerra lambiscono i nostri confini, provocando miseria, devastazioni e ondate di profughi che bussano alle porte dei Paesi occidentali con la speranza di trovare salvezza, speranza e diritti”.

Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Comunità di Sant’Egidio in occasione dell’Incontro internazionale ‘La pace è sempre possibile – Religioni e culture in dialogo’ promosso in corso a Tirana.

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“La risposta delle nazioni democratiche non può essere la chiusura e l’arroccamento – ribadisce il capo dello Stato. I muri e i fili spinati non fermeranno il divampare degli incendi. La soluzione è porsi alla guida dei processi mondiali. Per farlo, serve un’intelligente, lungimirante, coraggiosa azione politica. Che coniughi dialogo, sviluppo, integrazione e sicurezza per i cittadini”

NO ALLA DEMAGOGIA. “Quando prevalgono l’egoismo e la demagogia, l’Europa e l’intero Occidente risultano più deboli e la loro voce diventa meno efficace nel mondo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Comunità di Sant’Egidio in occasione dell’Incontro internazionale ‘La pace è sempre possibile – Religioni e culture in dialogo’ in corso a Tirana.

“Dobbiamo combattere e isolare i predicatori di odio, chi strumentalizza la fede religiosa, propria e di altri, per diffondere violenza e terrore - sottolinea il capo dello Stato – Dobbiamo contrastare con azioni concrete ed efficaci chi alimenta l’idea dell’ineluttabilità dello scontro di civiltà. La sola civiltà che accettiamo, e per la quale lavoriamo alacremente, è quella della pace, dell’incontro, della collaborazione, dei diritti fondamentali dell’uomo, della riduzione delle diseguaglianze. Non è un cammino facile, ma è l’unica strada concessa se desideriamo raggiungere una pace autentica senza smarrire o, peggio, tradire i nostri valori”. (LaPresse)



   

 

 

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