Con il jobs act il lavoro stabile non esiste piu! Basta menzogne dei giornalai di regime!

di Giuseppe Palma

Ho visto che in parecchi leggete i miei articoli… siete proprio in tanti, e per questo Vi ringrazio di cuore.

Tuttavia mi sono accorto che in parecchi, sia sui social network che in televisione, continuano imperterriti a parlare di “lavoro stabile” e di “contratto a tempo indeterminato”. Sono solo MENZOGNE!

renzi-poletti

Dopo il Jobs Act (Legge delega n. 183/2014 e successivi decreti attuativi) IL LAVORO STABILE NON ESISTE PIU’! Lo avrò scritto e dimostrato almeno una ventina di volte, ma qualche “furbo” giornalaio di regime – nonostante legga i miei lavori – fa finta di niente e continua a diffondere notizie false.

Prima di dimostrare, per l’ennesima volta, la definitiva scomparsa – addirittura per legge – del lavoro stabile, sarebbe meglio che qualcuno di Voi rilegga quanto meno questi due miei precedenti articoli:

a) Il crimine della svalutazione del lavoro allo scopo di salvare l’euro

b) Jobs act e licenziamenti: la farsa del contratto a tempo inderminato

Li avete riletti? Bene. Se ancora non vi è chiara la “truffa”, adesso ve la rispiego un’altra volta:

A) Nel caso dei licenziamenti per giusticato motivo oggettivo (quelli dovuti ad esempio a cause economiche), la tutela reale (cioè il reintegro nel posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato) NON ESISTE PIU’! Chiaro? Il lavoratore, qualora il giudice del lavoro dovesse ritenere illegittimo il licenziamento, ha diritto SOLO alla tutela obbligatoria (cioè di tipo risarcitorio) che va da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità (2 mensilità per ogni annualità lavorativa ma nei limiti predetti). Tale trattamento è addirittura peggiore rispetto a quello previsto dalla Legge Fornero (Legge n. 92/2012), la quale, oltre a prevedere un’ipotesi concreta in cui il lavoratore aveva diritto al reintegro, stabiliva una più adeguata tutela obbligatoria (da 12 a 24 mensilità);

B) Nel caso dei licenziamenti per giusticato motivo soggettivo o per giusta causa (ad esempio quelli disciplinari), la tutela reale (reintegro) NON ESISTE PIU’, fatta salva l’ipotesi residuale costituita dall’INSUSSISTENZA del fatto materiale contestato al lavoratore, con onere della prova a carico di quest’ultimo! In pratica il lavoratore illegittimamente licenziato per motivi disciplinari potrà ottenere dal giudice una sentenza che lo reintegri nel posto di lavoro SOLO se il fatto contestatogli, motivo del licenziamento, non sussiste (con onere della prova a suo carico). Qualora invece vi fosse sproporzionalità tra fatto contestato e licenziamento, il giudice potrà accordare al lavoratore la SOLA tutela obbligatoria, la quale, in ogni caso, è sempre compresa nella forbice 4-24 mensilità.

Per entrambe le tipologie di licenziamento (sia per g.m.o. che per g.m.s. o giusta causa) permane la tutela reale nei casi di licenziamenti nulli (es. per mancanza di sottoscrizione della lettera di licenziamento), orali e/o discriminatori  (es. per motivi politici, religiosi, colore della pelle etc… ). Trattasi comunque di ipotesi casisticamente impercettibili: sfido chiunque a portarmi una lettera di licenziamento predisposta da una multinazionale nella quale, a fondamento del licenziamento, vi sia riportata una motivazione attinente lo stato di gravidanza della lavoratrice.

Tutto ciò premesso, pur avendo il Jobs Act introdotto formalmente un contratto unico a tempo indeterminato, nella sostanza tale contratto – potendo il datore di lavoro procedere a licenziamento senza il rischio di essere condannato a reintegrare il lavoratore illegittimamente licenziato – NON E’ UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO bensì a PRECARIETÀ ILLIMITATA! Il lavoratore sarà quindi sotto perenne e costante ricatto del datore di lavoro: tutti i lavoratori d’Italia ringrazino il PD e Matteo Renzi per questo “meraviglioso regalo”! 

Regalo (quello della SVALUTAZIONE DEL LAVORO) che era “necessario” allo scopo di salvare l’€uro, una moneta completamente sbagliata che – essendo un accordo di cambi fissi – impedisce di far leva sulla svalutazione monetaria, scaricando il costo della competitività sui salari e sulla qualità occupazionale! 

Capito adesso a cosa serve il Jobs Act? Capito perché il lavoro stabile è una farsa? Capito perché l’€uro è una moneta sbagliata e perché grava su salari e garanzie contrattuali? Capito perché l’€uro conviene solo al capitale internazionale e non al lavoro? Non lo avete ancora capito? Allora rileggete questo mio articolo sull’€uro  VI PRESENTO L’€URO: TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE DI UN CRIMINE ANNUNCIATO >>> (vi consiglio di leggere sia il testo che le note)

Alla luce di quanto sopra, chi continua a parlare di contratti stabili non fa altro che MENTIRE SPUDORATAMENTE agli italiani!



   

 

 

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