Rischiano la vita convinti di raggiungere il paese dei balocchi

Immigrazione, il Coisp: “Da una parte continuano a morire per la tratta di esseri umani e dall’altra continuano ad arrivare clandestini convinti di raggiungere il paese dei balocchi. E’ il caos totale, è la peggiore gestione possibile”

barcone

“E’ clamorosamente evidente quanto fallimentare sia la gestione del fenomeno dell’immigrazione in Italia, dove approssimazione e disorganizzazione la fanno da padrone. Non sappiamo fare accoglienza nel modo giusto, non sappiamo garantirla davvero solo a chi la merita, non sappiamo arginare i vorticosi affari milionari dei trafficanti di esseri umani ma neppure evitare che i soliti avvoltoi criminali e delinquenti di casa nostra lucrino sulla gestione dell’assistenza in Italia, ma non sappiamo affrontare con la dovuta severità anche i comportamenti dei migranti che sono vietati o completamente incompatibili con lo status di rifugiato e persino con lo stato d’animo di chi dice di fuggire da fame, guerre, carestie e persecuzioni.

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Non abbiamo leggi chiare, severe ed efficienti e non sappiamo produrre provvedimenti seri, fermi ed utili a limitare il caos che regna sovrano ovunque, in ogni angolo del Paese. Non di rado noi arrestiamo quantomeno gli scafisti che guidano le traversate e ci accorgiamo che li abbiamo già messi in manette altre volte, eppure sono ancora là, e magari dopo qualche giorno tornano liberi di riprendere il loro posto da ingranaggi di una macchina infernale che tiene sotto scacco l’Europa o, meglio, l’Italia che il nostro Ministro ha definito ‘campione del mondo di solidarietà’ tacendo sul piccolo particolare della sua totale impreparazione.

E intanto continuano senza sosta i massacri sui barconi durante i viaggi che non dovrebbero mai avvenire, ma allo stesso tempo si assiste a fenomeni intollerabili di approfittamento da parte di chi sbarca in Italia e crede di essere arrivato nel Paese dei balocchi, e di gravissima, insostenibile discriminazione nei confronti degli italiani che soffrono pene dell’inferno.

E mentre i clandestini protestano perché vogliono la piscina per l’acquagym e gettano via i vassoi di cibo perché non è di loro gradimento, ci sono mamme italiane, sole, disperate, eroiche, che consegnano i propri neonati in caserma ammettendo fra le lacrime di non riuscire più a provvedere a loro”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, al termine della lunga giornata di ieri che, come accade ormai quotidianamente, ha fatto registrare le più disparate notizie legate al fenomeno dell’immigrazione clandestina.

Dai cadaveri stipati nei barconi che partono stracarichi dalle coste africane, 51 nella sola giornata di ieri, all’incredibile protesta dei richiedenti asilo emersa da un’inchiesta de La Nazione, secondo cui un gruppo di profughi ospitati in una struttura dell’Appennino pistoiese si sarebbe presentato in Questura per protestare per le condizioni di accoglienza riservate loro, dopo aver in precedenza trascorso venti mesi in una struttura siciliana che avrebbe messo a loro disposizione anche la piscina. Di qui la cooperativa “Gli altri” di Pistoia ha deciso di porre un freno alle richieste dei richiedenti asilo: “E’ gravissimo che quei ragazzi siano stati abituati a pensare che l’Italia sia il paese del Bengodi e possano vivere in una eterna vacanza”, ha spiegato il responsabile dell’area intercultura Roberto Niccolai.

Dalla coop toscana rivelano inoltre un altro particolare assai grave: già in Sicilia i profughi avrebbero preso a lavorare in nero, in palese violazione di ogni regola sull’asilo. “Mancano norme serie e una gestione univoca dell’accoglienza – ha denunciato ancora Niccolai -. Nel caso dei profughi di Trapani ora a Maresca, ci troviamo di fronte ad una prima accoglienza improvvisata. Quei ragazzi, ospiti di un albergatore che avrebbe dovuto provvedere alla loro sussistenza, lavoravano a nero cinque volte a settimana, un giorno per il loro ospite ed un altro pascolando le pecore. Il resto della settimana lo trascorrevano senza fare nulla e senza neppure imparare l’italiano”.

COMUNICATO STAMPA COISP



   

 

 

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