Puglia “No all’uva ed il vino in saldo! No al Neo-Latifondismo dilagante!”

Forza Nuova Puglia: “Qual prezzo è mai questo? No all’uva ed il vino in saldo! No al Neo-Latifondismo dilagante!”

Uva-vino

 

Noi di Forza Nuova della Regione Puglia, su segnalazione della sezione di FN Cerignola, denunciamo la situazione in cui versa il settore vitivinicolo locale e Italiano in generale, che vede i produttori della materia prima, cioè i nostri agricoltori, sopportate il più del peso, se non tutto, di scelte e situazioni che sorgono sia lontano che molto vicino, colpiti da un morsa a tenaglia: prezzi inaccettabili per la sola copertura dei costi e pressione fiscale che continua a crescere più della stessa depressione economica del settore.

A dar causa, come detto, su questi prezzi da “carità cristiana”, si parla per le uve bianche da vino di circa 13 euro al quintale, sono situazioni e scelte politiche vicine e lontane. Partendo dalle prime sono 2 le cause che evitano di smerciare ad un prezzo decoroso il nostro vino sul mercato internazionale, conseguentemente ciò si riversa sulla materia prima, l’uva, prima le sanzioni comminate, in modo palesemente ingiustificato, che mostra sempre più l’asservimento dell’UE alle scelte politiche USA, alla Federazione Russa consistenti nell’embargo per quest’ultima da parte dell’Unione Europea, embargo cui la Russia ha risposto con contro sanzioni, evitando l’entrata di prodotti UE nel proprio mercato o limitandone le importazioni, tra cui i prodotti agricoli, contro sanzioni che potrebbero essere rinnovate a breve e che potrebbero vedere tra i prodotti esclusi dalle importazioni russe proprio il vino europeo ed italiano, sotto la spinta di interventi protezionistici in tal senso richiesti dai produttori di vino della Crimea, con l’assurda situazione che l’anno prossimo 13 euro al quintale potrebbero diventare solo un sogno; a ciò s’aggiunge la quantità spaventosa di vino Spagnolo invenduto che ha inondato i mercati europei, già saturi, d’un vino a prezzo bassissimo, quasi a prezzo di costo che affossa ancor più il settore vitivinicolo italiano, infatti tale vino estero ha invaso anche lo stesso mercato italiano che ora vede nell’impossibilità di smerciare il suo vino sul suo mercato ad un prezzo equo.

Per le scelte politiche errate e grazie ai trattati UE che non dovevano mai essere firmati, ci troviamo nella situazione di aver perso un gran parte della fetta di mercato e di vedersi la rimanente fetta inondata e satura di prodotti stranieri.

A ciò s’aggiungono i problemi locali, quale la gestione per nulla lungimirante di alcuni settori del comparto vitivinicolo che risultano incapaci di rendere più remunerativo tale settore perché rinunciano all’imbottigliamento e alla vendita al dettaglio, preferendo il più delle volte il semplice smerciamento del mosto a prezzi ridicoli. Sempre a livello locale s’aggiunge l’interevento fiscale che vede sempre più pesare l’imposte sulle attività agricole, come la insensata e mafiosa IMU Agricola, già da noi contestata. Noi di Forza Nuova teniamo anche a prospettare gli effetti attuali e futuri di tale situazione, quale il fallimento di molte aziende agricole medio grandi alle piccole proprietà che rappresentano, sempre meno, la fetta più produttiva in termini di ricchezza nazionale, con la conseguenza della messa in saldi dei loro terreni per coprire i debiti o peggio messe all’asta da Equitalia o dalle Banche e i loro interessi moralmente usurari. Ciò porta le grandi aziende ad acquistare questi terreni in saldo e con prezzi stracciati e ridicoli, con il rischio che la stessa economia agricola italiana regredisca ad un Neo-Latifondismo per l’esponenziale accorpamento di terreni nelle mani e nella proprietà di pochi, proprio come quel Latifondismo combattuto e abbattuto nel periodo del ventennio fascista e dello Stato Sociale ed Autarchico, che in una così osannata “democrazia” e Stato di Diritto si ripresenta come un rischio più che concreto e molto prossimo. Noi di Forza Nuova ritorniamo a ribadire il bisogno per l’itera Nazione di stracciare tutti i trattati che compongono o hanno dato vita all’UE, partendo da quello di Roma del 1950, nonché riallacciare i contatti diplomatici e di amicizia tra i popoli con la Federazione Rossa come questioni di principio, perché non si può creare astio tra i popoli per la scelta degl’USA, cosi da riacquistare il mercato interno e poter riprendere la fetta di mercato internazionale conquistata con la qualità dei nostro prodotti agricoli. A ciò s’aggiunge il ripudio dell’IMU agricola e si richiede un immediata abbassamento dell’IVA sui prodotti agricoli, nonché aiuti economici alle imprese meritevoli. Che la terra rimanga del popolo italiano tutto e non di pochi!

Ufficio Stampa Forza Nuova Puglia Massimo Battaglino



   

 

 

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