Roma: case del Comune a esponenti del clan Casamonica, indagini

Il Comune ha deciso di indagare. Il «sospetto» è che, per dirla con il senatore Pd Stefano Esposito, neoassessore della Capitale, a qualche ramo della famiglia dello scomparso «re di Roma» Vittorio — salutato con il funerale-show dello scorso giovedì — possano essere state proprio assegnate le case del Comune, a canone agevolato.

casamonica

A loro o a qualche prestanome, a qualche parente, moglie, amico, ché senza una casa non si può stare e dove non arriva lo Stato, a volte, arrivano gli amici potenti. Il «sospetto» è che non si tratterebbe neanche di pochissimi casi.

(askanews) Il Campidoglio ha deciso di rafforzare la propria task force – costituita dal vicesindaco e assessore al Bilancio Marco Causi, dall’assessora alle Politiche sociali, Casa ed Emergenza abitativa Francesca Danese e dall’assessore alla Legalità e Trasparenza Alfonso Sabella – incaricata di effettuare i controlli sul patrimonio immobiliare comunale sull’intero territorio di Roma Capitale, per verificare la sussistenza dei requisiti per l’assegnazione di un alloggio o di un locale a canoni agevolati.

Questa attività, si legge in una nota che non cita espressamente il caso Casamonica, è condotta con l’ausilio di un apposito nucleo di Polizia Locale di Roma Capitale, che verrà ulteriormente rafforzato, e all’interno di un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza a cui è stata avanzata la richiesta di una collaborazione ancora più stringente, per effettuare i necessari controlli sui patrimoni delle famiglie assegnatarie. Ma i primi risultati di questo capillare lavoro sono già eccezionali, grazie alla forza dei numeri: le verifiche hanno già individuato 743 occupanti di case pubbliche sprovvisti dei titoli per abitarle perché occupanti abusivi, oppure proprietari di immobili o con redditi superiori ai limiti.

Si tratta di 320 alloggi di proprietà dell’Amministrazione capitolina e di 423 alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica), per i quali si è concluso il procedimento amministrativo previsto dall’ordinamento giuridico, dopo il quale scattano le procedure di sgombero. Il dossier è a disposizione delle autorità inquirenti. E proprio grazie a queste operazioni di recupero è stato possibile, parallelamente, intensificare il ritmo di assegnazione di alloggi popolari a chi davvero ne ha diritto.

Inoltre, molti stabili sequestrati alle cosche, negli stessi mesi sono stati assegnati al Comune e prontamente destinati a progetti di pubblica utilità. Si tratta di un lavoro complesso, vista la mole del patrimonio immobiliare comunale destinato all’edilizia residenziale pubblica, che l’amministrazione capitolina intende portare a termine con trasparenza, imparzialità e perseveranza, proprio per restituire giustizia sociale e parità di opportunità a tutti i cittadini meno fortunati.



   

 

 

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