Gli USA minacciano la Cina: smettete di cercare i corrotti espatriati in America

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Ad un mese dall’attesissima ed in parte temuta visita del presidente Xi Jinping alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno formalmente intimato a Pechino di smetterla di usare propri agenti sotto copertura in America per, letteralmente, dare la caccia (il nome in codice dell’operazione e’ “fox hunt” caccia alla volpe) e convincere con ogni mezzo gli espatriati di primo piano – alcuni ricercati in Cina perche’ accusati di corruzione – a tornare immediatamente in Patria.

Secondo quanto riferisce il New York Times, citando funzionari dell’amministrazione Obama, gli 007 cinesi in America fanno parte di un’operazione globale per riacciuffare i “corrotti” (una delle piaghe cinesi contro cui il presidente Xi si e’ impegnato) riusciti a scappare dal ‘celeste impero’. Tra questi il Nyt cita Ling Wancheng “uomo d’affari con buoni contatti con i politici scappato negli Usa e che vive in una lussuosa casa vicino Sacramento (capitale della California). Se chiedesse asilo politico potrebbe diventare uno tra i piu’ dannosi tra i cinesi che hanno ‘defezionato’ (disertori) nella storia della Repubblica Popolare” cinese. Gli operativi cinesi agiscono sotto copertura con visti turistici o commerciali, secondo le fonti del Nyt ricorrono all’arma del ricatto “minacciando le famiglie rimaste in Cina”

L’avvertimento ufficiale (warning) diramato dal dipartimento di Stato segna, secondo il Nyt, quasi un atto di cortesia verso Pechino. Il secondo passo sara’ l’ordine all’Fbi (che negli Usa e’ anche il controspionaggio) di dare a loro volta la caccia agli 007 di Pechino ed espellerli dal Paese. Anche se, sottolinea il Nyt, sembra ci siano divisioni nell’amministrazione Obama su come trattare il caso. Mentre nell’autentico universo (talvolta descritto come ‘parallelo’) delle 16 agenzie di intelligence Usa molti vorrebbero passare alla vie di fatto, alla Casa Bianca preferirebbero che il caso non si aggiunga – quanto meno subito – alla lunga lista di scontri aperti tra Washington e Pechino.

Nella visita di Stato di Xi a Obama (il secondo incontro dopo quello del 2013 in California per conoscersi) i temi di dissidio non mancano. Si va dall’hackeraggio sistematico ad opera di unita’ speciali dell’Esercito Popolare (tra queste la 61398 che opera da Shanghai e la 61486) delle entita’ governative (presidente Obama incluso) a societa’ private per spionaggio industriale, alle tensioni per le isole contese nel Mar Cinese Meridionale.
Isole rivendicate da Pechino e dai vicini (Giappone, Vietnam, Filippine, Taiwan, Malaysia) alleati degli Usa, molte, come le Spratly, a oltre 1.000 km dalle coste cinesi. Isole artificiali, spesso atolli o barriere coralline appena affioranti dalle acque (per tutte la base sul Fiery Cross Reef sulle Spratly) su cui Pechino ha costruito installazioni militari complete dotate di piste di atterraggio lunghe anche 3 km da cui puo’ decollare ogni tipo di aereo da guerra cinese. Da ultimo anche le preoccupanti tensioni dell’economia cinese. Assolutamente materia interna cinese ma che viste le ripercussioni globali non potra’ essere ignorata. agi



   

 

 

1 Commento per “Gli USA minacciano la Cina: smettete di cercare i corrotti espatriati in America”

  1. L’Arroganza di questi guerrafondai che come al solito rompono i coglioni a tutti, ma che stia attenta che la Cina sono come le formiche e tutto quello che si muove e commestibile quindi anche la cina si è evoluta ed è una superpotenza anche Lei!

Commenti chiusi

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