Libia: altri 40 morti sulle coscienze degli immigrazionisti

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Nuova tragedia della disperazione davanti alle coste libiche: un barcone carico di immigrati e’ stato soccorso dalla nave “Cigala Fulgosi” della Marina militare. Nella stiva del barcone, individuato nelle acque internazionali a nord della Libia, sono stati trovati 40 cadaveri. Il comandante dell’unita’ della Marina “Cigala Fulgosi”, intervenuta sulla scena, Massimo Tozzi, ha fatto sapere che altri 319 i migranti sono stati tratti in salvo e tra questi alcuni minori e una decina di donne.

In quanto ai morti nella stiva, secondo il comandante la causa del loro decesso e’ l’inalazione dei gas di scarico, dovuta al fatto che in questo tipo di viaggi chi paga di piu’ puo’ restare sul ponte. “Una scena a forte impatto emotivo, c’erano diversi cadaveri immersi in acqua, combustibile ed escrementi umani”, ha detto il comandante, “questo il quadro che si e’ presentato ai nostri uomini quando sono saliti a bordo”.

Il ministro degli interni Angelino Alfano ha precisato che “siamo intervenuti in soccorso, non nelle nostre acque territoriali. Abbiamo ancora una volta il merito di averne salvati 320″. agi



   

 

 

3 Commenti per “Libia: altri 40 morti sulle coscienze degli immigrazionisti”

  1. Ma la colpa è sempre di qualcun altro;magari degli italiani,non abbastanza accoglienti e ospitali,vero?

  2. Si Alfanno ha detto che hanno il merito di averne salvati 320, pero mi chiedo perché ci sono anche 40 cadaveri? perché tutti questi morti? perché non si e stato bloccato dall’inizio questa situazione se dai primi si bloccavano o meglio dire li si rimpatriavano perché la maggioranza di queste persone si sa anche di che nazionalità sono ed essendo CLANDESTINI li si potevano rimandare indietro, secondo quello che ho capito chiunque arriva in Italia può fare quello che ca22o gli pare e piace, ma perché non volete ammettere che state in uno stato confusionale totale da ricovero!

  3. La responsabilità di questi naufragi è tutta di quelli che sono a favore di questa accoglienza senza senso.
    Un bambino si lancia anche dal terzo piano se sotto vede la mamma che lo aspetta con le braccia aperte. Ma se il bambino si ammazza la colpa è della mamma che non doveva mettersi là sotto ad invitarlo con le braccia aperte. Non è del bambino, né di nessun altro, la colpa è della mamma che lo ha indotto in errore. Analogamente, questi disgraziati partono con qualsiasi legno che galleggi perché sanno che là fuori c’è la Marina Italiana che li aspetta a braccia aperte. Ciò li induce all’azzardo e favorisce le disgrazie. Se solo dovessero farsi la traversata da soli e sapessero di trovare un’accoglienza più fredda, non sarebbero indotti a partire allo sbaraglio ma andrebbero più cauti.
    La tesi dell’articolo è giusta.: la responsabilità degli annegamenti è tutta e solamente di coloro che condividono questo tipo di immigrazione senza regole.

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