Svezia, omicidi Ikea: uno degli eritrei arrestati era stato espulso verso l’Italia

Ha ammesso le proprie responsabilita’ uno dei due immigrati eritrei arrestati per il duplice omicidio di tre giorni fa in un grande magazzino ‘Ikea’ a Vasteras, un centinaio di chilometri a nord-ovest di Stoccolma: lo ha reso noto il suo difensore, Per-Ingvar Ekblad, citato dall’agenzia di stampa svedese ‘Tt’. Si tratta di un individuo di 36 anni, le cui generalita’ non sono state divulgate, che aveva chiesto asilo politico in Svezia ma nei cui confronti era invece gia’ stato emesso un ordine di espulsione, in forza del quale sarebbe dovuto essere trasferito in Italia.

Domenica scorsa, proprio alla vigilia del delitto, l’uomo si era incontrato con funzionari dell’Ufficio Immigrazione per discutere degli sviluppi della situazione. Non e’ stato reso noto se abbia confessato anche il movente, ma potrebbe aver agito per guadagnare tempo e ritardare la partenza forzata dal Paese scandinavo. Nelle riprese delle telecamere di sorveglianza si vede l’aggressore afferrare coltelli esposti nel reparto dedicato agli utensili da cucina, e quindi colpire ripetutamente una donna di 55 e il figlio 28enne, rimanendo pero’ a sua volta ferito in modo grave. Poco dopo, una fermata dell’autobus nei pressi del complesso era stato bloccato anche un connazionale piu’ giovane, a quanto pare anch’egli in cerca di asilo.



   

 

 

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