Transizione in Siria: la risposta di Gentiloni ai finanziatori dell’Isis

La soluzione della crisi siriana richiede il “coinvolgimento di diverse forze” e anche Teheran può fornire il suo contributo. E’ l’auspicio espresso oggi dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, durante la conferenza stampa congiunta a Roma con l’omologo saudita Adel al Jubeir. “E’ ovvio che mettere in piedi una transizione che porti a un cambiamento richiede il coinvolgimento di diverse forze e credo che l’impegno di diversi Paesi come Arabia saudita, Russia, Stati uniti, mi auguro lo stesso Iran, ci aiuti ad arrivare a una transizione per il cambiamento“, ha commentato Gentiloni.

“La crisi siriana (il caos creato dagli USA e dai loro complici ora si chiama “crisi”??) è uno degli aspetti più delicati e determinanti da risolvere se vogliamo sconfiggere il terrorismo e Isis (ISIS è stato creato dagli Stati Uniti con il supporto turco e arabo). Noi siamo convinti che una transizione possa essere avviata. Naturalmente per mettere in piedi un processo di transizione che porti alla fine a un cambio di regime ci vuole il concorso del maggior numero di forze diverse possibile“, è l’opinione del titolare della Farnesina.

Nelle ultime settimane, ha sottolineato Gentiloni, “le distanze tra posizioni nella regione e nella comunità internazionale si sono in parte ravvicinate”. Il “lavoro che sta facendo l’inviato dell’Onu Staffan De Mistura può avere oggi qualche chance in più di successo”, ha concluso il ministro degli Esteri italiano.

Per il capo della diplomazia di Riad, il presidente siriano Basha al-Assad “non ha nessun ruolo nella Siria del futuro”

“Sappiamo, non riteniamo, che l’Iran lo sostiene, ha inviato combattenti, ha spostato miliziani che combattono in Siria nel nome di Assad, ha agevolato e promosso il dispiegamento di miliziani come Hezbollah per sostenere le forze di Assad, non crediamo che possa avere un ruolo in futuro. L’unica possibilità è che si faccia da parte altrimenti non possiamo intravedere una soluzione”, ha commentato il ministro di Riad.



   

 

 

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