Gli USA vogliono dettare legge anche nel Mar Cinese Meridionale

Come da copione, la disputa per le isole nel Mar Cinese Meridionale fa il suo ingresso all’ASEAN, la riunione dell’associazione delle Nazioni del sudest asiatico. Alcuni Stati, supportati dagli Usa, accusano la Cina di voler trasformare le barriere coralline in porti e infrastrutture per espandere la propria sovranità.

Il Segretario di Stato americano John Kerry, anch’egli presente a Kuala Lumpur, ha chiarito la posizione degli Stati Uniti: “Chi reclama questi scogli, queste isole, queste zone dovrebbe, e sto parlando a tutti, adottare misure concrete per diminuire la tensione, astenendosi da ulteriori controversie, da militarizzazioni o da progetti di costruzione”.

Kerry ha poi aggiunto che Washington non accetterà alcuna limitazione alla navigazione imposta da Pechino.

Pechino rivendica la sovranità sulle isole Parcels e Spratyls nel Mare Cinese Meridionale oltre alle isole Senkaku/Diaoyu nel Mare Cinese Orientale. La zona è cruciale per i traffici marittimi mondiali (nell’area compresa tra Taiwan e lo stretto di Malacca transita il 40% del commercio mondiale) oltre a nascondere importanti riserve di idrocarburi.



   

 

 

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