“Oltre al ricordo nulla é rimasto” – dice Foscolo. Il 25 luglio 1943 di Falco Marin!

“Oltre al ricordo nulla é rimasto” – dice Foscolo e, purtroppo, anche a noi oltre al ricordo rimane ben poco.

Il 25 luglio 1943 di Falco Marin!

di Ernesto Micetich

falco-marinMentre Clio registrava con solenne mestizia l’inizio di quella tragica farsa nella quale il sorciume abietto dei vili opportunisti avrebbe di lí a poco rapidamente cambiato bando e camicia e strisciato come verminoso brulichio di esseracci infami sull’oltraggiata dignitá della Patria tradita, dal fronte orientale invece la casta Musa depositava sulla nostra malata memoria collettiva, quale flebile sussurro di polveroso inchiostro, il dramma di una delle tante vite che svanirono inghiottite dalle fauci di quell’immensa Cariddi sepolcrale che fu la carneficina della Seconda Guerra Mondiale.

Ligio al suo dovere di militare italiano del quale aveva marziale e virile coscienza “sono molto attaccato alla vita, anche se la sacrificherei volentieri qualora la salvezza della patria dipendesse da me” cadeva infatti in Jugoslavia Falco Marin, un combattente che le due medaglie, d’argento e di bronzo, delle quali venne insignito proclamano come valoroso; un eroe d’Italia dalle cui lettere riluce la grazia di un fervido ingegno, una lodevole nobiltá d’animo e la fierezza encomiabile di un ardente patriottismo che lo indusse a profondere il suo generoso sangue sul campo di battaglia e cosí rendere ancor piú santo il nostro tricolore.

E in questo tragico momento di profondo pericolo per la nostra nazione, soggetta a un potere criminale che apre le porte d’Italia all’invasione barbarica e reprime con dispotica repressione poliziesca il legittimo anelito di coloro che aspirano a vivere nella propria terra senza dover convivere con un’orrida masnada di intrusi stranieri né di dover sopportare che la nostra identitá italiana, lento frutto di un processo millenario, venga deturpata dalla funesta alluvione di un’incolmabile diversitá allogena propinataci dai sogni perversi di una spregevole mandria di babbei, sorge dall’avello di questo degno figlio d’Italia una ieratica esortazione da raccogliere nel nostro cuore quale ispirazione di futura lotta di liberazione nazionale!

“Ma é ora che ci risvegliamo, se non vogliamo che il nostro paese affondi nei flutti del Mediterraneo e la nostra lingua venga travolta dalle onde dei barbari.

“Oltre al ricordo nulla é rimasto” – dice Foscolo e, purtroppo, anche a noi oltre al ricordo rimane ben poco.”



   

 

 

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