L’Ucraina mette al bando il partito comunista. La Romania vieta il fascismo

Petro Poroshenko

 

Il presidente romeno, Klaus Iohannis, ha firmato oggi una legge che punisce il negazionismo dell’Olocausto e la promozione del Movimento Legionario, braccio politico in Romania della ‘Guardia di Ferro’ fascista negli Anni Trenta e Quaranta dello scorso secolo. Sono previste pene detentive fino a tre anni.

Gli emendamenti alla legislazione esistente firmati da Iohannis, approvati dal Parlamento il mese scorso, prevedono anche la proibizione di organizzazioni e simboli fascisti, razzisti o xenofobici e l’esaltazione di persone colpevoli di crimini contro l’umanità. Il termine negazionismo contenuto nella legislazione nazionale fa riferimento al ruolo della Romania nello sterminio di ebrei e rom tra il 1940 e il 1944. Durante il regime filofascista di Ion Antonescu, circa 280.000 ebrei e 11.000 rom furono uccisi.

In Romania sono attivi alcuni gruppi di estrema destra, come Noua Drepta, che potrebbe essere colpiti dal provvedimento.

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E’ stato bandito il partito comunista in Ucraina, dove il governo filo-occidentale ha dato il via a una riforma per liberare il Paese dal retaggio sovietico con una controversa legge che equipara comunismo e nazismo. “Questo e’ veramente un momento storico”, ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza, Oleksandr Turcinov.

L’esclusione dei comunisti dalla vita politica del paese e’ stata annunciata dal ministro della Giustizia, Pavlo Petrenko, che ha siglato tre decreti per bandire i tre partiti di matrice comunista: il partito comunista d’Ucraina (la principale forza politica di estrema sinistra), il partito comunista rinnovato e il partito comunista dei lavoratori e dei contadini. “In seguito all’approvazione delle leggi di decomunistizzazione – ha spiegato il ministro – è stata formata una commissione che ha passato un mese a controllare i tre partiti comunisti in Ucraina. In base alle conclusioni della commissione – ha proseguito Petrenko – ho firmato i tre decreti confermando che le attività, la denominazione, i simboli, gli statuti e i programmi dei partiti comunisti non rispondevano ai requisiti della parte 2 dell’articolo 3 della legge ‘Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazionalsocialista in Ucraina e il divieto di propaganda dei loro simboli’”.

Il partito comunista, alleato del partito delle Regioni del deposto presidente filorusso Viktor Ianukovich, era un’ importante forza politica in Ucraina. Alle parlamentari di tre anni fa aveva ottenuto il 13% dei voti, ma in quelle dello scorso anno aveva subito una batosta elettorale raccogliendo meno del 4% dei suffragi (la soglia di sbarramento e’ del 5%).

Il leader del partito comunista russo, Ghennadi Ziuganov, ha definito la decisione delle autorità ucraine “una rappresaglia contro gli oppositori politici. ansa



   

 

 

2 Commenti per “L’Ucraina mette al bando il partito comunista. La Romania vieta il fascismo”

  1. Poveri Noi … in che mano siamo finiti. … il Comunismo di fatto nasce nella Russia dopo la primna guerra mondiale ’15’18. il fascismo nel ’22- si deduce che prima vi erano tutti “Stinchi di Santo”…

  2. Vergognoso bandire il Partito Comunista Ucraino … Il governo Poroshenko è sempre più simile alla Germania di Hitler

Commenti chiusi

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