La Turchia bombarda Isis in Siria. Arrestati militanti, anche curdi

Aerei turchi hanno bombardato oggi obiettivi di Stato Islamico in Siria, mentre la polizia ha compiuto un’operazione contro militanti del gruppo fondamentalista sunnita e di organizzazioni curde – nemiche dell’Isis – in 13 province, facendo centinaia di arresti.

 

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La Turchia è stata a lungo un partner riluttante della coalizione anti-Isis guidata dagli Usa, enfatizzando la necessità di abbattere il regime del presidente siriano Bashar al-Assad (anch’egli avversario di Stato Islamico) e convinta che pure i curdi siriani rappresentino una grave minaccia alla sicurezza.

Ma gli attacchi contro Stato Islamico condotti oggi, e anche i raid della polizia, sono tra le più grandi operazioni finora lanciate da Ankara che, secondo un dirigente dell’amministrazione turca, sarebbe passata da una strategia passiva alla “difesa attiva”.

Il raid turco in Siria è arrivato alcune ore dopo l’annuncio degli Usa che Ankara ha accettato che i caccia americani possano utilizzare una base vicina al confine siriano, dopo aver rifiutato per mesi la richiesta. Due giorni fa c’era stata una telefonata tra il presidente statunitense Barack Obama e quello turco Tayyip Erdogan.

Nel frattempo, la polizia ha arrestato oltre 250 persone in una serie di raid contro presunti militanti dell’Isis e di gruppi curdi. Per farlo, ha messo in campo 5.000 agenti, che hanno compiuto interventi in centinaia di località.

In una nota, il governo ha ribadito la determinazione a combattere tutti i gruppi “terroristici” “senza distinzione”. reuters



   

 

 

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